Una magia chiamata Snoezelen

Ci sono situazioni in cui l’innovazione tecnologica diventa il braccio operativo di un’innovazione mentale, intendendo quest’ultima come un approccio diverso a una data problematica. La Stanza Snoezelen ne è un esempio.

Concepita in Olanda più di trent’anni fa, si tratta di uno spazio fisico multisensoriale volto a creare un mix di stimolazione e rilassamento per la persona che ne usufruisce. Si è diffusa come supporto alla terapia farmacologica in alcune strutture ospedaliere e centri specializzati in malattie neurologiche, demenze, traumi, deficit mentali e motori. Diversi anni fa è arrivata a Mirandola per essere utilizzata come “luogo di contenimento” per i pazienti con Alzheimer: uno spazio più confortevole dove poter svolgere alcune attività necessarie, come il bagno.

Quest’anno, il 18 aprile, ne è stata inaugurata una a Modena grazie all’Associazione di volontariato Parkinson Modena e ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio che ha creduto nell’innovazione proposta. Ci sono infatti due ulteriori novità che rendono la Snoezelen modenese un unicum nel panorama italiano. Non si trova infatti in un ospedale bensì in Via Misley 1, presso la sede dell’Associazione, e non è di uso esclusivo per chi ha una malattia specifica, bensì è aperta a tutti, specialmente a chi sta vivendo una qualche difficoltà, fisica o mentale. Non importa quale.

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Il benessere prima di tutto

«La Snoezelen di Via Misley si chiama Dreamlan, Dream come sogno e lan come rete – spiega Paola Aime, presidente dell’Associazione Parkinson Modena -. Dentro infatti è tutto wireless perché è importante avere libertà di movimento».
Nei due spazi che la compongono, si lavora soprattutto a livello visivo, uditivo e olfattivo. Nel primo ambiente c’è un tapis roulant sul quale si può camminare mentre vengono proiettate passeggiate virtuali in luoghi reali, dalle strade di Singapore alle spiagge caraibiche. Un tubo a bolle e un fascio di fibre ottiche cangianti completano il quadro, nel caso in cui alle passeggiate virtuali si preferisse restare semplicemente immersi in forme e colori. Il secondo ambiente va proprio in questa direzione e si concentra sulla cromoterapia: comodamente seduti su una poltrona dalla quale escono suoni e musiche, ci si ritrova circondati dal viola o dall’azzurro, dal verde o da un cielo stellato, mentre gradevoli fragranze aleggiano nell’aria.

Un cielo stellato può rilassare chi ricorda notti d’estate passate ad aspettare le stelle cadenti, ma la sua profondità infinita può anche generare ansia, perciò qualsiasi stimolazione è modulata sui gusti della persona. Continua infatti Paola Aime: «Nella stanza c’è sempre un operatore formato all’empatia. Non è la stanza da sola a fare la differenza, ma l’attenzione verso la persona. L’obiettivo è regalare momenti di benessere, perché nessuno deve rinunciare al benessere, in nessuna situazione. E’ un nutrimento emotivo che serve. Noi vogliamo fare quello che spesso non viene fatto, ossia prendersi cura delle persone, metterle a proprio agio e dedicare un tempo solo a loro, fuori dai ritmi serrati dell’ospedale».

Prevenire lo stress

snoezelen2Le persone vicine ai malati non sono a loro volta esenti dalla necessità di nutrimento emotivo, ecco perché Dreamlan accoglie tutti. «Diversi parkinsoniani vengono qui con i famigliari, i quali beneficiano a loro volta del rilassamento – spiega Paola Aime- . Bisogna uscire dall’ottica in cui il malato è il più importante perché si crea una situazione di stress su chi non lo è, che a sua volta può sviluppare patologie legate al senso di colpa. Noi qui non vogliamo una dicotomia sano-malato, ma instaurare un circuito di dare-avere riportando tutto a un livello di umanità».

Partendo da questo, l’Associazione ha in progetto di proporre l’esperienza anche agli operatori socio-sanitari – persone in costante contatto con la sofferenza -, sia per offrire loro un’occasione di nutrimento emotivo, sia per metterli in contatto con una filosofia diversa nell’approccio al paziente. L’altro obiettivo, più ambizioso e a lungo termine, sarà il coinvolgimento di figure mediche e campioni di pazienti per poter valutare tramite monitoraggio in “doppio cieco” eventuali ripercussioni benefiche delle attività Snoezelen anche sul decorso della malattia.

Per ora, comunque, si punta a creare benessere grazie a Dreamlan e all’azione dei volontari che la sanno rendere speciale perché, come conclude Paola Aime, «se il volontariato vuole ispirare anche l’amministrazione pubblica, allora l’importante sono le persone: il volontariato del futuro richiederà infatti una qualità sempre maggiore, capacità di dialogare allo stesso livello con enti e amministrazioni e capacità di innovarsi».

Immagine di copertina, elaborazione da un lavoro di HikingArtist.com via photopin cc.

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