Una fiera provinciale a Milano

Mi presento. Sono Margherita e ho 28 anni compiuti da pochi giorni. E sono una provinciale a Milano.

Sono arrivata qui nel freddo e nevoso gennaio del 2012, ovviamente per amore. Da una tranquilla situazione professionale dove facevo sfoggio delle mie certezze in materia di marketing, sono precipitata in un’agenzia di pubblicità. Se non avete mai lavorato in un posto del genere, vi basti pensare al film “What women want”, dove tra un claim e l’altro e l’isteria totale, si consuma un amore all’ombra di un brand ombrello.

Tornando alla mia storia, tutto inizia così, più o meno consapevolmente e continua ancora oggi. Vivo e lavoro nella più frenetica, nervosa e veloce città d’Italia ma io penso, agisco e pianifico con il quieto vivere, la cortesia e un buon umore irrimediabilmente provinciale. La prima volta che ho preso la metro ho sbagliato direzione e ancora oggi devo sempre consultare la cartina. La prima volta che sono andata al lavoro ho chiesto informazioni a un passante incredulo, e ancora oggi ho questa abitudine invece di consultare Google Maps. La prima volta che sono uscita a bere un drink, ho invitato altri modenesi e siamo andati in un locale per turisti. Nonostante viva ormai qui da 3 anni, questi modi non vogliono abbandonarmi.

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In effetti, chi nasce nella nostra provincia fa fatica a dimenticarlo. La quieta domenica passata nel cortile di casa a grigliare salsicce, la passeggiata in centro per prendere il gelato, l’improvvisata a casa di. Bellissime e sane abitudini, perfettamente conciliabili con la vita lavorativa e gli impegni quotidiani. Ecco, non a Milano. Il lavoro prende il sopravvento sulla tua vita e, che tu lo abbia voluto o meno, diventa protagonista delle tue giornate. Il corso di yoga? Dalle 22 in poi. La spesa? Ci sono gli store 24h. Il pranzo? Un’insalata. Io però faccio parte di quella categoria di irriducibili che trovano inconcepibile nutrirsi con uno yogurt davanti al computer o che non ce la fanno a trasformarsi in assatanate fashion victim durante la famigerata week o, peggio ancora, che “la domenica vuol dire brunch”.

Io, ad esempio, mi sono fatta regalare un barbecue e l’ho fieramente posizionato sul terrazzo milanese! Ecco, questa è la mia vita, in continua dissonanza con la città che mi ospita, ma con una pacifica consapevolezza interiore: sono una provinciale, una fiera provinciale a Milano! Gli episodi da raccontare sono tanti e questa rubrica ne contiene alcuni: provinciali, facciamo sentire la nostra voce!

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