Un nuovo presidio di Libera contro la mafia nel modenese

Domenica 23 marzo, ai piedi del Santuario di Serramazzoni, si è tenuto un corteo per onorare la ricorrenza del giorno della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia. Contestualmente è stata ufficializzata la costituzione del dodicesimo presidio di “Libera” della Regione Emilia Romagna: “Presidio territoriale del Frignano, Renata Fonte”, dedicato alla memoria dell’assessore salentina assassinata nel 1984.

libera2 La nuova sezione si basa su un “patto di presidio” sottoscritto, per ora, da 6 associazioni dell’Appennino modenese e volto a far crescere una comunità attiva, consapevole e capace di lottare contro la corruzione e il disagio sociale.
Non è un caso che il presidio trovi la sua sede fisica proprio a Serramazzoni, comune portato alla ribalta della stampa nazionale per un susseguirsi d’indagini sulle relazioni tra l’allora sindaco Luigi Ralenti e alcuni esponenti della ’ndrangheta. Al momento sono 5 i processi aperti e finchè essi non saranno arrivati a conclusione non si potrà parlare di matrice mafiosa. Eppure il quadro ricostruito nell’ordinanza di custodia cautelare è composto di episodi che nulla hanno da invidiare alla sceneggiatura de “il Padrino”. Non possiamo più far finta di non vedere la penetrazione di certi poteri forti nella nostra comunità.

Ho incontrato Mariella Badodi, referente della nuova sezione, la quale mi ha spiegato il percorso di costituzione del “Presidio territoriale del Frignano, Renata Fonte” in relazione ai fatti che hanno scosso e traumatizzato la comunità montana.

Quando è maturata la decisione di fondare un nuovo presidio di Libera?
libera4Un anno fa i cittadini di Serramazzoni hanno sentito il bisogno di riunirsi per superare il periodo difficile che la comunità stava attraversando. Il Comune era commissariato e le indagini in corso imponevano una serie di limitazioni: gli uffici dell’urbanistica e dell’edilizia privata furono chiusi per dieci mesi bloccando tutte le pratiche, con notevoli disagi; il campo sportivo fu sequestrato; la programmazione estiva di eventi fu sospesa. Ci siamo chiesti dove eravamo noi mentre succedevano certe cose sotto i nostri occhi, cosa abbiamo deciso di non vedere e quali erano le nostre responsabilità. Abbiamo convenuto che Libera potesse essere la bandiera giusta sotto la quale fare un percorso di consapevolezza e di lotta.

Qual è stato il primo passo dopo aver maturato una nuova coscienza di cittadini?
Prima di tutto abbiamo partecipato a un percorso di formazione alla legalità indicatoci dal coordinamento di Libera di Modena. Tra le esperienze fatte cito un corso per tutti, che si chiama “Carte in Regola”. In seguito, il 26 febbraio, è stato formalizzato il Patto di Presidio alla presenza di 21 persone, tutte coinvolte in modo diretto e personale.

Concretamente quali sono le azioni del Presidio?
Siamo orientati a lavorare in prevenzione, affinchè il passato funzioni da memoria storica e ci renda capaci di reagire a certi segnali che ora abbiamo imparato a riconoscere. Per fare questo serve tanta formazione sulla cultura della legalità. Ecco perché ci stiamo già confrondo con le scuole e le amministrazioni locali.
–       abbiamo organizzato un ciclo di assemblee d’Istituto nelle scuole medie dei 6 Comuni del Frignano, per attivare percorsi di formazione che insegnino ai ragazzi a riconoscere come operano le organizzazioni mafiose;
–       abbiamo sottoposto ai cittadini che si candideranno come sindaci alle elezioni di maggio, di firmare un documento in cui si impegnano a seguire i principi fondanti di Libera nella lotta alla corruzione. Tutti hanno sottoscritto il documento.

libera3Queste le azioni svolte dal momento della costituzione del Presidio a oggi. Ora ci impegneremo, con chiunque voglia unirsi a noi, a svolgere le seguenti azioni, in tutto il Frignano:
–       diffusione della conoscenza di come opera il sistema mafioso corruttivo sul territorio;
–       educazione alla cultura della legalità e della giustizia sociale rivolta a studenti;
–       partecipazione alle attività promosse da Libera e da enti affini, come la commercializzazione dei prodotti “Libera Terra”;
–       promozione del dialogo con Istituzioni ed Enti del Territorio e attenzione costante all’operato delle amministrazioni locali;
–       monitoraggio sul territorio delle attività di “gioco d’azzardo”, “spaccio di stupefacenti” e “sfruttamento”;
–       contrasto ai fenomeni di estorsione e usura;
–       supporto e conforto ai cittadini più deboli e alle vittime della mafia.

Il 4 Maggio siamo tutti invitati a Serramazzoni, alla presenza della figlia di Renata Fonte. Si parlerà di memoria, impegno, legalità, vittime della mafia e verrà piantato un albero come atto di radicamento di Libera nel territorio montano. Che siano radici di un nuovo atteggiamento da parte di tutti, nei confronti della criminalità organizzata.

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