Sicuri solo della paranoia. Per la sicurezza

“Ho passato tutta la vita ad avere paura, paura di disgrazie terribili che potevano accadere oppure no, per cinquant’anni ho vissuto nella paura, ritrovandomi sempre sveglio alle tre del mattino.
Mi sono reso conto che è la paura la peggiore delle disgrazie; è la paura il vero nemico, perciò alzati va ad affrontare la vita reale e se il mondo è un bastardo allora colpiscilo con tutta la forza che hai”.

Walter H. White (protagonista della serie tv Breaking Bad)

Nel 1910 l’illustratore Villemard realizzò una serie di illustrazioni che immaginavano come sarebbe stato il mondo nel 2000. Per i criminali le cose sarebbero diventate molto più difficili: un congegno in grado di vedere attraverso i muri avrebbe permesso alla polizia di cogliere i ladri in flagrante:

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Oggi ci fa sorridere, come le macchine volanti e le città sottomarine, ma in un certo senso la profezia dell’artista francese non era poi così assurda se pensiamo alle microcamere nascoste, usate dalla polizia di tutto il mondo per spiare i criminali, ma anche alle migliaia di videocamere di sorveglianza sparse nelle città di tutto il mondo con l’obiettivo di farci sentire più sicuri.

Più sicurezza per tutti

illuminazioni-sicurezza-uscita-emergenza-70597-2441373La sicurezza, nelle sue varianti – allarme sicurezza, problema sicurezza, emergenza sicurezza – è presente quotidianamente sui giornali, televisione, discorsi politici, deliri su Facebook. E colpisce soprattutto alcune fasce della popolazione. In un rapporto del 2006 del Ministero degli Interni sulla criminalità in Italia si sottolineava come la paura di subire un reato sia “più diffusa tra gli strati medio-bassi della società ed è legata ai livelli di criminalità o devianza del quartiere in cui si vive”.

A preoccupare il cittadino è soprattutto la criminalità comune: omicidi, furti, aggressioni. I motivi sono ovvi: alcuni reati non ci colpiscono direttamente, e dunque ci fanno meno paura. Chi fa insider trading o abusivismo edilizio commette reati gravi, ma non rovina la giornata all’onesto cittadino mentre prende il treno per andare a lavorare. Almeno non subito, non in quel momento. Lo scippatore invece sì. E allora il cittadino vuole sicurezza.

Questa preoccupazione evolve spesso in vera ossessione fino a raggiungere in alcuni casi vette paradossali. In città considerate tra le più sicure in Italia le amministrazioni annunciano “misure per la sicurezza” e installano in ogni angolo videocamere di sorveglianza. Il neo sindaco di Padova, ad esempio, il leghista Massimo Bitonci, ne ha promesse 1000 da installare nell’arco del suo mandato per tutta la città: 200 all’anno. Dal controllo minuzioso del sindaco si salveranno, forse, solo i bagni della stazione.  E se qualcuno chiede perché dare la priorità a questo tipo di interventi e non ad altri, dato che là non succede nulla o quasi, viene risposto che è “per prevenzione”. Ovvero: videocamere che riprendono qualcosa che non succede, per evitare che succeda.

Siamo nel campo della fantascienza paranoide e paradossale in stile Philip Dick: Minority Report, con i “precog” a prevenire gli omicidi prima che accadano, è dietro l’angolo. Naturalmente l’argomento sicurezza è utilissimo ai fini elettorali, ma non solo. E’ uno dei pilastri su cui si fonda l’intero sistema statale. Scriveva Sciascia in “Il cavaliere e la morte”, che “la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”.

Ma la situazione reale qual è?

La sicurezza in Europa e in Italia

surveillance-camerasE’ difficile dirlo: quindi, in mancanza d’altro, non resta che affidarci ai numeri.

Secondo i dati raccolti dall’Eurostat (Ufficio Statistico dell’Unione Europea), rielaborati dal settimanale L’Espresso, in Europa il numero di crimini denunciati è in calo.

Alcuni crimini in particolare: ad esempio il furto di automobili, a quanto pare un po’ fuori moda. Mentre aumentano i furti nelle case (+33,5%), gli abusi su minori (+70%) e il traffico di stupefacenti (+43%).

Gli omicidi sono in calo. In Italia nel 2012 ce ne sono stati 563. In rapporto al numero di abitanti, ce ne sono stati di più in Finlandia, Regno Unito e Turchia (…in Turchia molti di più: 3,327 ogni 100mila abitanti, mentre in Italia 0,948 ogni 100mila abitanti). In Italia aumentano i furti nelle abitazioni (+34%) ma molti altri reati sono stabili e curiosamente si registra un andamento comune alla Germania, che ha condizioni economiche e sociali molto diverse.

A parte questa eccezione però si può ipotizzare che la crisi economica influenzi le tendenze criminali. Se si guarda la Grecia – devastata dalla crisi – si noterà che è l’unico paese europeo dove aumentano i reati che nel resto d’Europa diminuiscono. Ad esempio negli ultimi 10 anni i furti d’auto sono aumentati del 428%.

Ovviamente, oltre al proverbiale “prendiamo questi numeri con le pinze”, va precisato che da questo tipo di statistiche emergono soprattutto i paesi in cui i crimini vengono denunciati e/o perseguiti, che non sono per forza gli stessi dove questi crimini avvengono realmente con maggiore frequenza. Per quei dati ci vorrebbero davvero i precog di Minority Report. Anzi: paradossalmente, i paesi con il numero più alto di crimini potrebbero anche essere tra i più sicuri: se sono nelle statistiche, è perché sono stati registrati e quindi perseguiti.

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Anche in paradiso ci sono i criminali

In altri paesi infatti molti crimini non vengono denunciati, e dunque nelle statistiche non appaiono. Salta all’occhio ad esempio l’alto numero di violenze sessuali nei paesi del nord Europa, mentre nel sud è significativamente più basso. In questo caso è molto probabile che nei paesi nordici ci sia una maggiore tendenza a denunciare reati di natura sessuale.

In generale i paesi nordici possono sorprendere quanti ancora insistano nell’immaginarli come una specie di paradiso dove tutto funziona alla perfezione, gli automobilisti si fermano con il rosso e non succede mai nulla di brutto. Non è esattamente così, ma a quanto pare qualcuno vuole continuare a crederci.

Non sono bastati i film di Refn, con la violentissima saga di “Pusher” a svelare la criminalità danese, o i romanzi svedesi di Stieg Larsson, per non parlare del neonazismo norvegese: anche l’Espresso parla di “insospettabile Danimarca” per l’aumento di rapine e furti, mentre la Norvegia svetta per il traffico di droga, e Finlandia e Svezia seguono. Insomma: anche in paradiso ci sono i criminali.

E Modena com’è messa?

265262107_4ed7ab64c3c31Modena non fa eccezione: anche qua la sicurezza era uno dei temi principali della recente campagna elettorale per le elezioni comunali, e siamo pronti a scommettere che sarà così anche alle prossime. Ma i dati cosa dicono? Modena è una città sicura?

Nel rapporto del 2013 del “Sole 24 ore” dedicato alla qualità della vita delle province italiane, Modena è alla posizione numero 64 per quanto riguarda l’ordine pubblico (su 107 province), quindi nella seconda metà della classifica.

Ha perso 11 posizioni rispetto all’anno precedente, il che significa che i reati sono in aumento, o comunque è in aumento la registrazione dei crimini (il discorso è sempre lo stesso). Per fare qualche confronto: Bologna è alla posizione 102, Ferrara alla 20. Al primo posto, anche quest’anno, Oristano, considerata da anni la provincia più sicura d’Italia, una di quelle dove vengono installate le videocamere di sorveglianza per riprendere crimini che non ci sono o ragazzini che scrivono sui muri.

Tra i reati più diffusi nella provincia di Modena: i furti in casa (543,45 ogni 100mila abitanti), scippi, borseggi e rapine (281,10) e le truffe.

Come segnalato a inizio anno dal prefetto Di Bari sono in espansione i crimini legati all’usura, al gioco d’azzardo e alla contraffazione. Da segnalare anche l’aumento delle estorsioni: nel 2012 Modena era al diciannovesimo posto della classifica, nel 2013 è al posto numero 36. Ed è proprio questo il genere di reati, striscianti e silenti, che non lasciano segni sulle vittime, spesso non vengono denunciati ma che, a lungo andare, logorano una comunità e devastano un paese. Il tipo di reati che le videocamere di sorveglianza non sempre riescono a riprendere.

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