Quell’app buona come il pane quotidiano

breading

Si chiama breading ed è una app per il pane. Non per cucinarlo, né per acquistarlo, bensì distribuirlo, quando ne avanza, ai poveri della città. È nata da un gruppo di amici, tutti tra i 20 e i 32 anni, questa piattaforma digitale che si spera di poter lanciare ufficialmente il 13 ottobre, per la Giornata mondiale del pane, pensata come spazio di intermediazione tra i panifici che hanno delle eccedenze a fine giornata e le associazioni caritative.
«Con questa app – spiega Gabriella Zefferino, una delle giovani creatrici – sarà possibile inviare un sms con i kg di pane che si mettono a disposizione: la piattaforma smisterà la richiesta con un sistema di geolocalizzazione che, secondo un criterio di prossimità, permetterà ai soggetti impegnati nel sostegno alle famiglie bisognose di ritirarlo e consegnarlo».

200 quintali di pane buttato ogni giorno nella sola Roma mentre nel 2013, secondo un’indagine della Coldiretti, ci sono state oltre 4 milioni di persone in Italia costrette a chiedere aiuto per mangiare: questi i dati che hanno spinto questo gruppo di giovani che vivono tra Milano e Bergamo e, seppure con diverso rapporto con la tecnologia, tutti con esperienze nel terzo settore e nel volontariato, a inventare breading.

Una sorta di escamotage per aggirare il corto circuito creato dalla burocrazia italiana, che di fatto ancora impedisce di creare una vera e propria catena per smaltire l’invenduto donandolo a favore dei più poveri. «Siamo ancora a una fase pilota, ma stiamo lavorando. La metteremo online e la app, pensata per il non profit, nasce e resterà per sempre gratuita», dichiara Zefferino. Dopo aver vinto la Start up Live, incontrato il viceministro alle politiche agricole Andrea Olivero, che ha definito l’app «un bel modo per realizzare economia civile», il prossimo appuntamento è la partecipazione al Pioneer Festival, a ottobre, in Austria. Ideata sul sistema-pane, è replicabile e dunque potrà estendersi ad altre aree geografiche o ad altri alimenti, sempre però mantenendo un carattere di estrema semplicità e fruibilità.

E i forni, che ne pensano? Ben distribuite sul territorio, in città e paesi del territorio queste attività medio-piccole hanno avanzi da 1 a 5 kg di pane che, quando non viene grattugiato, spesso viene conferito a canili e gattili. Alcuni lo vendono a metà prezzo a fine giornata, altri sono già in contatto con associazioni caritative o, in mancanza di un’app, si sono organizzati da soli: «Non mi è mai successo di buttarne via – osserva un fornaio -; il pane avanzato lo dò ad alcune famiglie che so essere nel bisogno». «L’idea è ottima – dichiara un’altra fornaia – e, se andasse a buon fine, cioè a persone davvero povere, sarebbe davvero interessante poterla estendere anche qui da noi».

Oltre a Gabrielle Zefferino i creatori di breading sono Fabio Zucchi, Chiara Frassoldati, Riccardo Fogaroli, Alessandro Maculotti, Vincenzo Ferrara, Gianmaria Giardino, Nicolò Melli, Ornella Pesenti.

L’account  Twitter e la pagina Facebook di Breading.

Immagine di copertina: il logo di breading inserito in un’immagine di DeFerrol via photopin cc

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