Quella bufala è un complotto

Tutto ha avuto inizio da un commento lasciato sulla bacheca Facebook della più improbabile social star di questi ultimi tempi: Gianni Morandi. Scrive il vate bolognese a didascalia di una sua foto:

“Quest’anno mi sembra che la frutta non abbia sapore. Io che ne mangio molta, sento che mele, pere, pesche e anche l’uva, non hanno lo stesso piacevole gusto di sempre. Sarà un problema climatico o mia moglie deve cambiare il fruttivendolo?”.

A uno dei fan dell’artista, il 32enne Luca Salici, giornalista ed esperto di comunicazione politica e sociale, salta in mente l’idea di dare una risposta completamente spiazzante:

“Vi sembrerà assurdo. Ma è colpa delle scie chimiche. Spero di avere prima o poi lo spazio e il tempo su questa bacheca per spiegarne cause ed effetti”.

Ebbene, i commenti degli utenti che prendono sul serio tale messaggio giungono travolgenti come una slavina che spazza via il versante di una montagna e, dodici ore dopo, l’eterno ragazzo di Monghidoro fa capolino esprimendo curiosità:

“Luca, mi interessa il discorso delle scie chimiche, parlacene pure”.

L’intervento suscita inevitabilmente il riscontro dei media che si interrogano sull’effettiva serietà espressa da Morandi a riguardo.

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Da questo bizzarro episodio ha avuto origine “LaScia o Raddoppia”, l’instant e-book (si può acquistare qui a 4,99 euro) dedicato al tema delle “scie chimiche” realizzato da L’anacaprina, un collettivo coordinato dallo stesso Salici e formato da una cinquantina tra giornalisti, artisti e creativi che in 48 ore ha saputo mettere insieme un’opera capace di sviscerare – scherzandoci anche sopra – una delle teorie del complotto più in voga degli ultimi anni sul web. Ma anche, incredibile a dirsi, sul palcoscenico della politica nazionale che in qualche caso si è direttamente impegnata a risolvere il misterioso mistero delle scie bianche che vengono rilasciate in cielo dagli aerei di linea che, secondo i sostenitori di tale teoria priva di qualsivoglia fondamento scientifico, causerebbero gravi danni alla salute mediante la vaporizzazione di metalli pesanti e altre sostanze.

L’intento dell’opera è quello di presentarsi come “Un’analisi sul meccanismo di propagazione delle notizie false nel world wide web, colpa della troppa informazione più che della disinformazione”, come una “radiografia istantanea” realizzata nei giorni del grande raduno convocato da Beppe Grillo al Circo Massimo, che “fotografa la comunicazione digitale e il suo universo”. Realizzato con il fine nobile di raccogliere fondi per gli alluvionati di Genova, l’ebook ha visto il contributo in fase di revisione anche del modenese (di adozione) Giuseppe Morrone, giornalista fino a pochi mesi fa protagonista della politica locale per il proprio impegno tra le fila di SEL.

Partendo dal meccanismo innescato dall’episodio che ha coinvolto Gianni Morandi, spiega Morrone, Salici inizia a interrogarsi sul come nascano e si alimentino le bufale, sul modo in cui giungono al Parlamento e su come vengano usati i (social) media in tali frangenti: “Un curioso studioso della comunicazione come Luca – argomenta Morrone – in combutta con un altro dei curatori del libro, Alessio Arconzo, scopre che le scie chimiche non rappresentano un’esclusiva dei grillini e che in Parlamento giacciono ben 15 interrogazioni parlamentari sul tema, la prima delle quali è del 2003 e fu presentata da tale Italo Sandi, deputato dei Ds”.

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Il pensiero inizia a tramutarsi in azione concreta: “Scriviamo un ebook collettivo – spiega il giornalista – che affronti, più con ironia che con spirito di divulgazione scientifica, l’argomento spinoso del complottismo, che tra le fila della politica italiana tutta trova largo spazio. Luca inizia ad attivare contatti in tutta Italia e nel breve volgere di qualche ora si forma un nutrito gruppo di giornalisti, creativi, grafici, autori e illustratori interessati all’idea che convergono in un gruppo facebook segreto: tante di queste persone si conoscono direttamente per passate esperienze, tante altre si incrociano per la prima volta sui social network”.

Il consesso di idee inizia a prendere forma e a dare vita, tra una pausa di lavoro e una notte in bianco,a una cinquantina di contributi tra articoli, foto, interviste, spunti satirici, vignette e altro ancora. C’è l’intervista a Piero Pelù, che nel 2008, intervenuto a “Che tempo che fa”, chiese a Fabio Fazio di esporre il tema delle scie chimiche. C’è spazio per il debunker Paolo Attivissimo, per i parlamentari anticomplottisti come Tommaso Currò del Movimento 5 Stelle e per complottisti per eccellenza come Domenico Scilipoti (Forza Italia), ultimo in ordine cronologico ad avere portato la questione in Parlamento.

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Insomma, in questo caso sono le scie chimiche, ma sono decine e decine le teorie complottistiche più assurde che circolano sul web – dal “falso allunaggio del 1969” all’11 settembre autoprodotto dagli americani. In qualche caso si tratta di veri e propri deliri paranoici. Che però, malauguratamente, trovano soggetti disposti a dargli credito. Di bocca in bocca, di monitor in monitor, fino ad arrivare in Parlamento. I cui rappresentanti, a volte, si dimostrano specchio fedele dei rappresentati. Anche troppo.

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