Quando il riciclo diventa (di) moda

modavoloL’atmosfera nei camerini è elettrica e frizzante, come dietro le quinte di un palcoscenico. C’è un andirivieni di voci, persone e oggetti, piastre per capelli che fumano, colori sapientemente spalmati su palpebre e guance, ingombranti vestiti fruscianti indossati da manichini neri e senza testa. E’ l’impaziente brusio dell’adrenalina poco prima di andare in scena e dare concretezza a quanto inventato, progettato e preparato con entusiasmo e dedizione.

Non siamo alla fashion week di Parigi, Londra o Milano, bensì a Modena Fiere nell’ambito della mostra-mercato “Curiosa”, dove una bella fetta di spazio è stata riservata a “RRR – Reuse Recycle Remind”, una sfilata di moda tutta particolare. L’evento ha visto la luce grazie alla sinergia tra due scuole superiori della città, l’Istituto Cattaneo-Deledda indirizzo Moda e l’Istituto d’Arte Venturi. Alcune classi delle rispettive scuole, con il coordinamento interno delle insegnanti Raffaella di Iorio e Antonella Battilani, si sono cimentate nell’organizzazione di una sfilata di moda curandone ogni particolare: la realizzazione dei capi d’abbigliamento, l’allestimento degli spazi della sfilata e la campagna pubblicitaria dell’evento. Inoltre, poiché la moda deve essere indossata per esprimere al meglio la sua essenza, gli stessi studenti si sono improvvisati modelle e modelli per un giorno mostrandosi al pubblico con le proprie creazioni, con tanto di presentatori e dj targati “Venturi”.

Nel corso dei due giorni dedicati a questo speciale fashion show (30 novembre e 8 dicembre), così come nelle settimane ad esso precedenti si sono mescolati intenti e suggestioni di varia natura. Innanzitutto, la sensibilizzazione al tema del riciclaggio, poiché tutti i vestiti sono stati realizzati con materiali di scarto forniti dall’Associazione IncontrARTI, attiva nell’ambito della raccolta di scarti aziendali e nel loro riutilizzo creativo attraverso laboratori didattici nelle scuole.

Avanzi di stoffa, carta da giornale e carte da gioco, piatti di plastica e tappi di bottiglia sono stati così trasformati in abiti e accessori grazie all’estro e alla creatività degli studenti, permettendo loro di confrontarsi con un valido esempio di realizzazione pratica, dato centrale nei rispettivi percorsi di studio. In più, grazie alla collaborazione con l’agenzia di comunicazione Proxima s.p.a., l’intero progetto si è rivelato per gli studenti un primo incontro con il mondo del lavoro, nello specifico con i meccanismi legati all’organizzazione di un evento complesso come una sfilata di moda.

Una volta passata l’onda colorata e bizzarra degli abiti, placata la fibrillazione e smontata la scenografia, resta ciò che un’esperienza di questo tipo lascia dietro di sé. Sviluppatasi tra i banchi di scuola, si rivela formativa e umana. Da un lato, nel corso delle settimane di lavoro, permette di acquisire competenze spendibili in futuro, e dall’altro presuppone il mettersi in gioco in modo – perché no – divertente, solleticando l’interesse e l’entusiasmo personali. Infine, fa parlare di scuola non per denunciare fatti incresciosi, crolli di controsoffitti, tagli e chiusure di locali a tempo indeterminato, ma per ricordarne il ruolo positivo e costruttivo all’interno della società.

 

Fotografie scattate dalla classe 4E, Istituto d’Arte A.Venturi.

Una risposta a “Quando il riciclo diventa (di) moda”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *