Piccola enciclopedia degli amici emigrati

Mi sento stretta, con poche vie d’uscita (e strette pure quelle), senza spazio per aprire le ali e portarmi in una zona con più aria. Cosa faccio? Vado via.

Andarevia è un verbo accattivante, quasi irresistibile, contagioso. S’attacca a ogni giovane. La scommessa è trovare il modo giusto per “andarevia” con profitto.
Ognuno di noi ha una collezione di amici “andativia” degna di un documentario sull’emigrazione dei giovani italiani. Vi metto a disposizione i miei.

Marco faceva il giornalista a Modena, dopo essersi laureato in lettere ha deciso di fare un’esperienza all’estero. Ha trovato lavoro in Svizzera come cameriere, paga minima (ma la paga per un apprendista in Svizzera compete con quella di un professionista in Italia). Da cameriere è diventato cuoco (perché il sangue italiano non mente), poi ha deciso di prendersi una pausa di riflessione ed è tornato in Italia in bicicletta dopo aver girato un po’ di Europa. Ora è capocuoco di un ristorante in Germania perché si è fidanzato con una tedesca incontrata in bici.

Giovanni faceva l’elettricista a Modena. Il lavoro era poco e non annunciava di aumentare, così ha pensato di andarsene finchè era giovane e poteva scommettere su sé stesso. Anche lui ha preso un treno per la Svizzera. Anche lassù, nel cantone tedesco, fa l’elettricista. Guadagna molto ma ritiene di lavorare troppo e ha la ragazza in Italia che pensa “vado o non vado? Vado o non vado?” E ora che la Svizzera ha messo un tetto all’ingresso di lavoratori dall’Unione Europea, cosa ne sarà di loro?

Paolo ha scelto la Russia. Aveva appena finito le scuole superiori e non sapeva cosa farsene di se stesso qui. Si è iscritto a un corso base di russo dopo aver ascoltato la storia dell’amica di un’amica che aveva fatto la cameriera in Russia con grande profitto. È partito con uno zaino e dopo un paio di settimane lavorava in un ristorante abbastanza lussuoso. Ottime mance. Ho incontrato Paolo qualche sera fa in palestra: “non sapevo fossi tornato!!”, “non vedo l’ora di ripartire”.

Liliana faceva la fotografa a Modena. Questa città le stava stretta e così si è trasferita a Bologna dal fidanzato. Bologna le è stata stretta dopo un anno e si è trasferita alle Canarie con il marito. Hanno gestito un ristorante, preparando piatti della tradizione emiliana, per un anno; poi le cose sono cambiate. Ora sono disoccupati ma non programmano comunque di rientrare in Italia. Quando scende la sera, il sole tramonta su una spiaggia da cartolina e Liliana scatta una foto.

liliana medici

(Immagine in evidenza: photo credit pamhule via photopin cc)

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