Occulta compensatio

Luca Cordero di Montezemolo viene liquidato dalla Ferrari (perché non vinceva più) con un premio di 27 milioni di euro. L’ex giocatore juventino Antonio Conte è diventato il nuovo CT della nazionale italiana, verrà pagato 4 mila euro all’anno netti più i bonus (altri 2 mila) senza aver vinto ancora campionati. Caro Luca e Antonio ma dove li andrete a spendere tutti questi milioni? Case, macchine, barche, donne e cene. Investimenti esteri? Non avrete tante vite da spenderli tutti. Mario Balotelli (mal sopportato dal Milan) è stato venduto al Liverpool per 22 milioni di euro. 6 milioni lo stipendio annuale. E così il buon Giovanni Floris, gente di sinistra, che è passato alla rete 7 per 150 mila euro al mese, perchè dalla RAI ne prendeva solo la metà. Ha già…dimezzato gli ascolti. Giocatori, attori, cantanti, idoli di giovani e di ragazze. Manager, deputati, consiglieri regionali. Ma anche dirigenti nostrani delle cosiddette cooperative. Avvocati e consulenti dai pareri milionari.

I dipendenti del parlamento sono entrati in agitazione (appoggiati dai sindacati) perché si proponeva di tagliare stipendi di 20 mila euro a mese, (il barbiere 5000). E poi pensioni e liquidazioni d’oro. Da non toccare. Ma noi, dicono, facciamo lavori di alta qualificazione e pesante responsabilità. Non vogliamo qui parlare di mafia, evasioni, tangenti ecc. Ma di stipendi cosiddetti legali.

Fare un figlio non è un lavoro di responsabilità? Eppure le leggi attuali di lavoro non prevedono premi di produzioni o indennità, anzi spesso le donne perdono il lavoro e non hanno l’assegno di maternità.
Sembrava che dopo le denunce di Rizzo e Stella nel libro “La casta” il pudore spingesse questi superfortunati a decurtarsi autonomamente gli stipendi, per un contributo di solidarietà che creasse posti di lavoro per i giovani (come in verità è stato fatto in rarissimi casi). E questi sono chiamati presidenti, onorevoli, eccellenze, dottori.

A fronte di situazioni di povertà, di sofferenza, di disoccupazione drammatica, vengono in mente parole come irresponsabili, ladri, delinquenti, vergogna.
I politici dimostrano una connivenza smaccata, non intervengono a evitare che girino per le nostre strade simili mostri esibenti una impudica e offensiva ricchezza. Interverrà la coscienza, la disperazione o la delinquenza. Non è la prima volta nella storia.

Nei testi di morale è prevista l’ “occulta compensatio”. Cioè. Se un dipendente ritiene di non ricevere il dovuto compenso per il suo lavoro può appropriarsi (di nascosto ovviamente) di beni del suo padrone. Oppure come dice San Tommaso nella Summa Theologiae (1250), “In extrema necessitate omnia sunt communia id est communicanda” (vedi anche Gaudium et spes 69), tradotto: nell’estrema necessità i beni ritornano ad essere di tutti. Cioè i poveri hanno il diritto di appropriarsene. ‘Occupazione delle terre’ ed ‘esproprio proletario’ venivano chiamati da movimenti rivoluzionari.

Ville, auto di lusso, monili , barche, oggetti d’arte, ma anche supermercati e banche. Chi si appropria chi ruba, sottrae o rapina non sono ormai solo delinquenti. Sono anche i disperati che non hanno più nulla da temere.
Il contrappasso di tanta ingiusta ricchezza esibita, è il terrore nel quale vivono questi danarosi ladri fuori dalle galere.

Beppe Manni 

LETTURE CONSIGLIATE

copE’ uscito in questi giorni in Italia, edito da Bompiani, il saggio che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo: Il capitale nel XXI secolo” dell’economista Thomas Piketty, volume che riporta al centro del dibattito il tema delle diseguaglianze nella distribuzione del reddito. A riguardo, scrive Francesco Saraceno su Il Mulino: “Piketty mostra che il rendimento del capitale è storicamente stato nell’ordine del 4-5%, mentre il tasso di crescita si situava tra l’1,5% e il 2%. (…) Il cinquantennio 1920-1970 rappresenta effettivamente un’eccezione, con tassi di crescita più elevati e superiori al rendimento del capitale. La spiegazione per questo periodo «anomalo» risiede secondo Piketty nell’operare congiunto di due guerre, che hanno provocato distruzione di capitale fisico, e di una crisi economica senza precedenti, quella del 1929, che ha fatto volare in fumo patrimoni spesso vecchi di secoli. Questo ha spezzato l’interazione tra accumulazione del capitale e rendimento descritta sopra, «azzerando i contatori» e consentendo una riduzione significativa della diseguaglianza accompagnata da forte crescita e da convergenza economica tra i differenti paesi; in altre parole, un’età d’oro dell’economia mondiale. Ma a partire dal 1970 le due curve si incrociano di nuovo, e i tassi di rendimento del capitale ridiventano più elevati del tasso di crescita; siamo rientrati in una fase storica in cui la trasmissione ereditaria è più efficace del lavoro per produrre ricchezza. La conclusione di Piketty è quindi tetra, una sorta di catastrofismo della ragione: il recente aumento delle diseguaglianze, che tra le altre cose ha portato alla crisi del 2007, non è un’anomalia, ma un ritorno alla norma. L’eccezione è il cinquantennio d’oro 1920-1970”.

lottaclasseDa segnalare anche quello che ormai è diventato un classico, La lotta di classe dopo la lotta di classe” di Luciano Gallino. La caratteristica saliente della lotta di classe alla nostra epoca è questa: la classe di quelli che possiamo definire genericamente i vincitori sta conducendo una tenace lotta di classe contro la classe dei perdenti. Dagli anni Ottanta, la lotta che era stata condotta dal basso per migliorare il proprio destino ha ceduto il posto a una lotta condotta dall’alto per recuperare i privilegi, i profitti e soprattutto il potere che erano stati in qualche misura erosi nel trentennio precedente. Questo è il mondo del lavoro nel XXI secolo, così è cambiata la fisionomia delle classi sociali, queste sono le norme e le leggi volute dalla classe dominante per rafforzare la propria posizione e difendere i propri interessi. (…) Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, marcata redistribuzione del reddito dal basso verso l’alto, politiche di austerità che minano alla base il modello sociale europeo

APPROFONDIMENTI

Tre anni fa, con il movimento globale denominato Occupy Wall Street o degli “Indignados”, la protesta di piazza contro la crescita esponenziale delle diseguaglianze sembrava essere tornata strumento di azione politica. Manifestazioni si tenevano in tutto il mondo. Il video delle Officine Tolau qui sotto racconta la grande manifestazione romana dell’ottobre 2011. A distanza di pochi anni, quei fermenti sembrano essere del tutto spenti.

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