L’ultimo incantesimo. Perchè bisogna salvare la grande magia dell’arte.

“Abolita la storia dell’arte nelle scuole italiane”. E’ la voce che nelle ultime settimane si è diffusa nel web in maniera virale. Non è vero, nel senso che non c’è traccia di nuovi provvedimenti che agiscano in tal senso. La pandemia ha però fatto accendere i riflettori sullo spazio destinato -e da destinarsi- all’insegnamento dell’arte nel Bel Paese.

LauraAbbiamo rivolto qualche domanda proprio a chi nel settore culturale, in Italia, ci lavora. Laura Brambilla, operatore didattico museale e Presidente della Associazione Culturale Artierranti, cura progetti per utenti dai 18 mesi agli 80 anni di età.

Perché insegnare l’arte ai bambini?
Perché è uno stimolo diverso da quelli che ricevono quotidianamente. Farlo attraverso la didattica dell’arte più all’avanguardia, vuole dire insegnare ai bambini a guardare il mondo con occhi diversi. La speranza è quella di formare persone con una sensibilità nuova. Si parla tanto dell’anestesia conseguente al continuo bombardamento di immagini: con l’arte si insegna ai bambini a vivere il mondo attraverso una esperienza sensoriale ed estetica. Possono guardarsi intorno e capire, cogliere significati, provare emozioni. La didattica dell’Arte dà la possibilità ai bambini di vedere cose nuove e di sognare.

L’insegnamento della storia dell’arte però sembra trovare sempre meno spazio nelle scuole italiane. Cosa ne pensa?
Questo in realtà è un processo iniziato da lontano, non è cosa nuova. Anche in altri paesi questo insegnamento è stato eliminato. Ma in un paese come il nostro, è svilente: parlare di arte è come parlare della storia d’Italia. L’Italia stessa è cultura e arte. Per apprezzarla occorre guardarsi intorno e capire cosa ci circonda. Ciò è fondamentale per la sopravvivenza delle nostre città, e non solo per un discorso economico. L’identità culturale e l’identità nazionale oramai sono la stessa cosa, ma ci sentiamo italiani quando c’è la partita di calcio piuttosto che quando milioni di turisti visitano Roma.

Potrebbero essere i privati la salvezza del settore culturale nel nostro paese?
In America i musei sono nati da collezioni private. In Italia invece l’idea di arte e di cultura nasce in maniera completamente diversa. Per questo non credo che il nostro futuro possano essere i privati. In ogni modo, sono favorevole alle donazioni e ai finanziamenti della didattica. Ad esempio, Unicredit ha messo a disposizione del Mambo di Bologna la sua collezione rendendo possibile l’allestimento della mostra “La grande magia”.
Altre volte però le fondazioni, in quanto sponsor, vogliono intervenire nella vita dei musei e fare scelte che non sono di loro competenza.

Fra le altre cose, ha lavorato come guida anche per “La grande magia”. Qual’è secondo lei la grande magia dell’arte?
Qualcuno ha detto che l’ultimo incantesimo che ci è rimasto è quello dell’arte. Ebbene, l’arte è l’unica cosa che ci fa staccare i piedi da terra. Ai grandi come ai bambini.

Una risposta a “L’ultimo incantesimo. Perchè bisogna salvare la grande magia dell’arte.”

  1. Ciao, Il mio nome è Belén sono studentessa del “profesorado di lingua e cultura italiana”; sono di Argentina (Buenos Aires) e sto facendo la mia tesi che s’intitola “Insegnare italiano attraverso l’arte” ho letto questo blog e mi sembra molto interessante, volevo sapere se per caso conosci altra informazione che possa essere utile per la mia tesi.

    Grazie mille!

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