La fogna delle parole

Un’altra parola, forse la più usata al mondo, viene mandata al macero per non dire… nel gabinetto. La parola è amore e il giorno di San Valentino è nato “Innamorati dell’italia”: il partito dell’amore partorito da Silvio Berlusconi. L’ennesima parola viene svuotata del suo significato originale per averne uno nuovo ad uso e consumo del grande tubo digerente italico.

Non è certamente la prima volta che accade. Solo per citarne alcune si iniziò con “Italia” (Forza Italia) strappandola alla Destra, poi con “libertà” (Popolo delle Libertà) strappandola a tutti coloro che avevano vissuto la resistenza, senza dimenticare le parole di origine religiosa: “unto”, “santo”, “martire”, “sacrificio” ecc. Forse non riuscirà a modificare geneticamente la parola “equità” in quanto è già stato anticipato da Equitalia. Ben magra consolazione.

No, ma l’amore no. Forse è capitato un po’ a tutti di giocarci sopra, di utilizzarla talvolta puerilmente per ottenere un sì fortemente voluto. Ma così no, non si può. Anche perché il gioco, è facile da intuire, sarà quello far precipitare tutti gli altri nel partito dell’odio. Che poi sono quelli che non amano il grande capo ovvero quanti non la pensano come lui.
D’ora in avanti non potremo più utilizzare questa parola. La cosa che fa aumentare la dissenteria in chi scrive è che c’è già qualcuno disposto a comperarla.

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