La droga della solitudine

Eroina. Solo a sentire la parola si prova una sensazione di retrò, di anni 90, di una cosa vecchia e superata. Ma non è così. “L’eroina c’è ancora” spiega il dott. Claudio Ferretti, responsabile del Sert di Modena. “È diventato un fenomeno meno visibile: ci sono meno siringhe in giro e gli eroinomani sono pochi, l’epidemia degli anni 80/90 è passata. Ma il consumo è stabile ormai da molti anni: non aumenta, non diminuisce”.

In provincia di Modena si calcola che i consumatori di eroina siano circa 800. Un numero che coincide con quelli in cura al Sert: “C’è una forte coincidenza tra le stime dei consumatori di eroina e i dati effettivi di chi è in cura. Per altre droghe c’è maggiore differenza: ad esempio per la cannabis si stimano 30mila consumatori in provincia di Modena ma al Sert ci sono solo 300 persone in cura per dipendenza da cannabis. Per l’eroina è molto diverso e la distanza tra le due cifre è praticamente inesistente. Significa che praticamente tutti vanno verso la dipendenza”.

La dipendenza è inevitabile

È questa una delle caratteristiche terribili dell’eroina: non si può essere un consumatore occasionale: “È una droga che arpiona la persona e la porta dentro la dipendenza. Esiste solo quello. È la droga dell’isolamento sociale, non a caso i tossicodipendenti stanno sempre qua sotto tra di loro: costruiscono un loro mondo, si autoescludono”. La dipendenza è così forte anche se l’eroina viene assunta fumandola, nonostante molte persone – soprattutto i più giovani – siano convinti del contrario.

Il Sert di Modena nel 2013 ha preso in carico 436 tossicodipendenti. Di questi 308 erano consumatori di eroina: 199 la utilizzavano per via endovenosa, ovvero siringhe, mentre gli altri sniffandola o inalandola.

Quest’ultimo metodo è ormai il più diffuso tra i giovani. Si mette l’eroina sopra la carta stagnola, con un accendino si passa la fiamma sotto la carta che scioglie la sostanza e si fumano i vapori. In questo modo è possibile usare piccole quantità di droga e risparmiare, anche perché si tratta di un sottoprodotto più economico.

“Una dose costa tra i 10 e i 15 euro” spiega il dottor Ferretti. “Questo permette l’aggancio tra i giovani. Inoltre gli spacciatori la promuovono come modalità meno pericolosa rispetto alla siringa, e la conseguenza è che in qualche mese questi ragazzi sviluppato una forte tossicodipendenza. Passano dall’uso occasionale all’uso quotidiano anche ripetuto. Ci si può fare 2 o 3 dosi al giorno”.

Perché le siringhe sono diminuite?

Negli anni 90 era molto frequente trovare siringhe per strada o nei parchi pubblici. Tutti i giovani cresciuti negli anni 90 hanno ancora nelle orecchie l’eco della mamma che ripete “attento alle siringhe!”. Oggi può capitare ancora di trovarne, ma meno rispetto al passato. La diffusione di modalità di assunzione diverse da quella endovenosa ha fatto sì che le siringhe siano diminuite, mentre non è raro trovare sotto una panchina qualche pezzo di carta stagnola, anche se il cittadino comune probabilmente non ne immagina la provenienza.

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A Modena, a partire dai primi anni 90, sono state installati i distributori scambia-siringhe, macchinari costruiti a Spilamberto che consentono a chiunque di inserire una siringa usata e in cambio ottenerne una nuova. Questa era una delle misure – tuttora in funzione, in città ce ne sono due – introdotte nel periodo nero dell’Aids per limitare lo scambio di siringhe e diminuire quelle abbandonate nelle strade. Esistono inoltre il servizio dell’Hera di raccolta siringhe e il servizio quotidiano degli operatori dell’unità di strada che, fra le altre attività di prevenzione e sostegno, distribuiscono siringhe nuove ogni giorno.

Chi è il consumatore di eroina

Nell’immaginario collettivo l’eroina è associata alla vita di strada, un po’ come se l’eroinomane fosse in origine un disadattato che finalmente approda alla sua droga ideale, quella a cui era predestinato. In realtà quasi sempre avviene il contrario: si diventa disadattati perché ci si fa di eroina. Nella maggior parte dei casi si tratta di gente qualunque. “Ci sono lavoratori, studenti, persone con figli” spiega Ferretti. “Spesso sono studenti 20enni che a volte interrompono la scuola, qualcuno viene da famiglie a rischio, ma la maggioranza sono persone normali”.

Heroin_96712000_217845c1Una delle conseguenze più problematiche della dipendenza da eroina è l’assoluto isolamento sociale. Alcol, cocaina o altre droghe sono più socialmente accettate e in parte tollerate. L’eroina no. L’eroinomane è per definizione un reietto. E l’esclusione sociale, in alcuni casi, diventa definitiva. L’alcolista, ad esempio, può essere perdonato più volte, aiutato, sostenuto, perdonato. All’eroinomane questo accade molto più difficilmente. Nessuno si fida di un eroinomane.

A Modena il più giovane dipendente dall’eroina assistito al Sert ha 17 anni.”Viene da una famiglia di tossicodipendenti. I giovanissimi di solito vengono da famiglie a rischio, ma non sono molti, nella maggior parte dei casi la fascia d’età di chi inizia la dipendenza è quella dei 20-25 anni”.

L’Italia è al quinto posto in Europa per l’utilizzo di eroina tra i studenti 16enni secondo i dati citati nella relazione annuale sull’Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia del Dipartimento Politiche Antidroga.

I tempi per uscire dalla dipendenza

Degli eroinomani assistiti al Sert il 60% guarisce nel giro di qualche anno.

Uscire dalla dipendenza da eroina è difficile ma possibile: “Se la consideriamo come una malattia, diciamo che ha una durata complessiva tra i 7 e i 10 anni compreso il percorso di cura” spiega Ferretti. “Noi quello che facciamo qua è raffreddare la condizione di dipendenza. Passano da 2 o 3 dosi al giorno a una a settimana, una al mese, fino a zero. Ma è molto difficile: il superamento definitivo della dipendenza richiede molto tempo”.

Paradossalmente la dipendenza fisica, quella che apparentemente può fare più paura, si supera con più facilità grazie ai farmaci sostitutivi. Il problema però è la dipendenza mentale. “Arriva una sorta di nostalgia, di richiamo della droga. Noi abbiamo persone anche in là con gli anni, stabili, lavorano, hanno famiglia, eppure non si può dire che siano del tutto fuori dalla dipendenza. Ad esempio continuano a prendere i farmaci anche dopo molti anni”.

Chi si rivolge al Sert di solito lo fa semplicemente perché non riesce più a procurarsi la droga. “Diciamo che tutti hanno un limite. Nessuno viene qua e dice: rinuncio all’eroina perché non mi piace” continua il responsabile del Sert. “Vengono qua perché finiscono i soldi. C’è chi fa rapine, chi si vende tutto, chi ruba in casa, ma tutti prima o poi arrivano a un limite. E allora vengono qua. Se riuscissero a procurarsi i soldi continuerebbero a comprarla”.

Carcerati ed eroina

eroina siringaAnche per questo motivo capita spesso che gli eroinomani finiscano in carcere. Ci si vende tutto, si fanno debiti, si perdono parenti e amici, in molti casi ci si prostituisce, ma a un certo punto non resta altra strada che rubare. Per il tossicodipendente che va in carcere il percorso di guarigione è decisamente in salita. Ma c’è una conseguenza di cui si parla poco: capita spesso che l’ex tossicodipendente che esce dal carcere in seguito muoia di overdose. Perché?

“A volte è difficile capire se si tratta di suicidio o di overdose, questo in generale con l’eroina” racconta Ferretti. “Ma col carcere la guarigione è molto più complicata. È come mettere una persona in congelatore: mentre sei in carcere magari smetti di drogarti, scali il metadone, ma quando esci sei molto a rischio. Di colpo devono affrontare la vita normale, guadagnare, mantenersi. C’è chi esce e cerca subito l’eroina, solo che il fisico non è più abituato, non conoscono bene il mercato e magari la droga è cambiata, e allora muoiono di overdose”.

La vita normale fa schifo

Quello che gli eroinomani provano è una vita completamente diversa da quella che possiamo definire “una vita normale”.

Assaporano una realtà senza dolore, dove tutto ciò che è esterno non esiste più. Si vive con indifferenza, il proprio mondo interiore diventa l’unico mondo possibile e la droga detta il ritmo dell’esistenza. “Si prende una dose, si sta bene per due ore, in seguito c’è una situazione di equilibrio, poi però si sta male, arrivano i sudori e i tremori, e allora ci vuole un’altra dose. In questo modo la vita assume un ritmo diverso, del tutto indipendente dagli impegni di lavoro, dalla famiglia, perfino dal giorno e dalla notte. L’eroina costruisce il tempo, la giornata, e tutto si basa sulla presenza o meno dell’eroina nel sangue. Il resto non esiste”.

Dopo aver provato per un po’ di tempo un’esistenza del genere, tornare alla vita di tutti i giorni sembra impossibile. Una vita a volte faticosa, noiosa, dolorosa, fatta di responsabilità, impegni, frustrazioni, obblighi, delusioni. Una sensazione che può provare chiunque di noi. Ma chi assume eroina la prova moltiplicata dieci, cento, mille volte. “La realtà sembra sbiadita” spiega Ferretti. “Tutto il resto non conta più, emozioni, affetti, tutto diventa inutile al confronto. La vita senza l’eroina sembra impossibile. Noi quindi li aiutiamo a fare un percorso in cui arrivino a immaginare semplicemente una vita normale”. Una cosa non facile, per nessuno.


Inizialmente in Italia l’eroina si è diffusa nella borghesia intellettuale, negli ambienti artistici e nelle aree politiche che si opponevano al capitalismo. Come si può osservare in questa discussione ideologica sull’eroina al festival di Parco Lambro (Milano) del 1976: “L’eroinomane è un potenziale compagno” “Non hanno niente di rivoluzionario da dare” “L’eroina è tagliata fuori dal movimento popolare”. Paradossalmente l’eroina in seguito diventò decisamente popolare, diffondendosi anche nelle classi sociali più disagiate.

5 risposte a “La droga della solitudine”

  1. Mi ruba in cada di tutto dalla abbigliamento scarpe attrezzatura di mio marito computer soldi non c è la faccio più oltretutto è di base un ragazzo borsellino cosa posso fare non vuole curarsi fa scatti violenti Michel

  2. Mi ruba di tutto non so piu’ come fare, nega, mi ha rubato tanti tanti soldi , attrezzatura di mio marito, computer e abbigliamento, scarpe, e’ violento, ammette che si fuma eroina e cocaina e canne infinite e’ tra l altro un bordeline aiutatemi

    Maride

  3. puoi rivolgerti al SERT locale (ma forse lo hai già fatto) o all’assistente sociale per l’inserimento in qualche comunità. di sicuro non è un problema che puoi risolvere da sola, chiedi aiuto nel tuo paese/città.

  4. questo articolo è pienamente centrato e veritiero a differenza di molti,, l’eroina è un re seduto sul immondizia ma pur sempre un rè per questo è molto difficile uscirne sopratutto se la si consuma da 5 anni dopo questo periodo è quasi impossibile chi riesce lo si conta sulla punta delle dita , , anche dopo 20 anni che si è smesso si è sempre a rischio , perche questa nostalgia che riaffiora anche dopo anni come dice articolo,, perche eroina rimane impressa nel cervello non la si dimentica mai per sempre ormai la frittata è fatta , appunto eroina è un rè che ha governato dentro chi lha provata rimarra per sempre, buona fortuna

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