La città come desideri

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Funziona così: si compila un questionario online in cui si segnalano i propri interessi, partendo da quelli più classici e generici  (arte, architettura, shopping, locali ecc. ecc.) fino ad andare sempre più nel dettaglio: i quartieri che vorresti scoprire, o quale suggestione berlinese ti attira di più (Il Regno di Prussia, gli Anni 20, l’epoca nazista, la DDR  o la Berlino Post-riunificazione) e perfino quale consideri l’icona per eccellenza della capitale tedesca, Marlene Dietrich, Erich Honecker o David Bowie? Sì, pure lui, che a Berlino ha vissuto negli anni 70 e la cui casa in Hauptstrasse 155 è oggi un luogo di culto. Dopo di che, la modenese Marianna Aldovini e i suoi due colleghi Lupo e Alessandro, realizzano una guida personalizzata, cartacea o digitale, in modo da permettere al cliente di vivere la propria esperienza di viaggio in modo totalmente corrispondente ai propri desideri, a richiesta, anche accompagnandolo in visite guidate.  Addio Lonely Planet, benvenuta Personal Town, non siete più soli a vagare con la vostra guida in mano.

“Berlino è la città ideale per una proposta come la nostra: è una città grandissima, in continuo movimento, con un’offerta di cose da fare e da vedere davvero diversificata. Detto questo l’idea che sta dietro a Berlino Come Desideri può essere applicata anche altrove e abbiamo già in cantiere alcune ipotesi di espansione: il concetto è quello di diversificare l’approccio ai luoghi in base ai nostri interessi, e in base a quello che questi luoghi hanno da offrire – spiega Marianna, arrivata a Berlino nel 2010, dove lavora come assistente di galleria – Sotto questo aspetto le guide tradizionali rischiano di essere decisamente generiche, e di avere tutti i limiti di una visione d’insieme: troviamo un po’ di tutto ma spesso non riusciamo a orientarci. Perdersi nel web è ancora più facile. Aggiungi che è sicuramente cambiato il nostro modo di viaggiare: ci spostiamo più facilmente e più spesso, magari per un weekend o per partecipare ad un evento, desideriamo sempre di più vivere le atmosfere tipiche e non ci accontentiamo di fare i turisti”.

Supporto cartaceo della guida personalizzata, dettaglio
Supporto cartaceo della guida personalizzata, dettaglio

Dal pensionato al giovane designer al collezionista, tutti alla ricerca dei sapori più croccanti della città

Il progetto è partito a marzo di quest’anno e le persone che hanno usufruito del servizio per avere una guida personalizzata alla città hanno dato dei feedback positivi se non entusiasti. “Anche in città siamo accolti con grande disponibilità e interesse – afferma Marianna – questo per noi è molto importante perché ci piace instaurare un contatto reale con i luoghi e le persone di cui parliamo nelle guide e che consigliamo ai nostri clienti. Quando valuto come sta procedendo Berlino Come Desideri ci sono tanti fattori di cui tengo conto: il livello di qualità che garantiamo, il riscontro in termini economici, l’interesse che suscitiamo rispetto ad un servizio ancora inusuale, la nostra soddisfazione rispetto a quello che facciamo, il nostro porci in relazione a Berlino in modo conforme a quella che sentiamo essere l’attitudine della città. In questo senso siamo davvero contenti: il progetto è partito solo da alcuni mesi e naturalmente è presto per fare bilanci ma non ci dispiace farci prendere dall’ottimismo, specie adesso che è appena uscita la nostra seconda Special Edition, una guida in 40 pagine dedicata alla scena delle craft beer qui a Berlino.

Siamo un servizio web based e questo sicuramente ci rende più vicini a chi ha familiarità con la rete ed è abituato a muoversi online, tuttavia abbiamo notato con molta soddisfazione che questo non rappresenta un ostacolo generazionale: c’è il pensionato che progetta la vacanza con moglie e amici, così come il giovane designer che desidera venire a Berlino per trovare ispirazione o per partecipare alla fashion week. Avendo una sezione dedicata esclusivamente all’arte contemporanea, aspetto imprescindibile dalla città stessa, certamente riceviamo richieste da persone interessate a questo settore: collezionisti, artisti, appassionati. Certo chi ci contatta è una persona curiosa a priori e interessata a visitare Berlino scoprendone gli angoli più rappresentativi e i sapori più croccanti”.

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Sowjetisches Ehrenmal Treptow

Sempre dritto, sempre a nord: Modena periferia di Berlino

Berlino si presta perfettamente ad un servizio di questo tipo ma l’idea potrebbe funzionare anche in città più piccole soprattutto se si considera anche il territorio circostante e lo si trasforma in occasione di viaggio e scoperta. “Se penso a Modena mi vengono in mente mille tesori conservati in città, e nei dintorni: eccellenze gastronomiche, un Duomo che solo quello vale 1000 viaggi, eventi culturali di alto livello (il Festival Filosofia per citare il più famoso), una strepitosa Pinacoteca, musei, biblioteche e gallerie d’arte, senza contare la bellezza dell’Appennino e l’ampiezza del territorio compreso nella provincia – afferma Marianna, cresciuta leggendo Tondelli e ascoltando i CCCP, costruendosi presto un immaginario quasi mitico legato a Berlino – Nel 2002 a Bologna ho partecipato per due anni ad un progetto di Giovanni Lindo Ferretti, Bottega Bologna, e questa storia dell’autostrada del Brennero, che fa di Modena una sorta di periferia di Berlino, non mi ha mai lasciata. Il primo viaggio a Berlino fu proprio da Modena, a bordo di una Renault Clio. Sempre dritto, sempre a nord. Fare un confronto è difficile: sono davvero due realtà diversissime, ma non sarà un caso che per l’Emilia Berlino sia una città sentita così lontana, ma anche così vicina.

Da quando vivo a Berlino, ad ogni rientro in Italia visito un luogo che ancora non conosco. Di solito sono posti piccoli, San Benedetto Po per dire l’ultimo, e ogni volta resto ammutolita dalle cose meravigliose che ci sono in Italia, spesso a pochi passi da casa, sempre con altrettanti piatti tipici e ottimi da gustare. Per noi italiani alcune bellezze sono quasi scontate ma vivendo qui mi accorgo continuamente di come i tedeschi adorino l’Italia: in questo senso quello che manca è la valorizzazione del nostro territorio. Troppo spesso si dà colpa alla crisi per giustificare continui tagli in ambito culturale e scelte discutibili rispetto all’ambiente. Penso a Pompei e alla cementificazione sfrenata degli ultimi anni per fare un paio di esempi lampanti.
Mi emoziono nel vedere quanto l’Italia sia straordinariamente bella e mi arrabbio nel constatare che troppo spesso questa bellezza non viene curata, apprezzata, protetta e coltivata. Se mai fosse il turismo a “salvare” l’Italia, allora deve essere un turismo attento, consapevole e di qualità. Se non in Italia, dove?”  

A noi, la risposta.

Immagine di copertina, photo credit: Steys via photopin cc.

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