Italiani: razza bianca pelle scura

C’è stato un tempo, fra il 1880 e il 1920, in cui anche gli italiani emigravano su navi stracolme, trovando talvolta la morte per assideramento o per asfissia, ma spesso arrivando su un isola, Ellis Island, dove potevano essere ritenuti idonei per entrare nel Nuovo Mondo: gli Stati Uniti d’America. Qui, li attendeva la quarantena. Un sistema meccanicamente rodato sottoponeva i migranti ad approfondite visite mediche e test di intelligenza, perché non era opportuno fare entrare nel paese persone malate nel fisico, analfabete o “deboli di mente”.

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Secondo il pensar comune di allora, la razza dominante anglo-sassone non poteva infatti permettersi di essere imbastardita da flussi migratori di scarsa qualità, economicamente necessari ma socialmente indesiberabili poiché appartenenti a una razza considerata inferiore. Perché a Ellis Island c’era anche questo, la classificazione razziale. E per gli italiani, specialmente quelli del sud, la razza era annotata come “bianca”, ma la carnagione come “scura”. GUGLIELMO-J_italiani1

Parte da qui la raccolta di saggi a cura di Jannifer Guglielmo e Salvatore Salerno intitolata “Gli italiani sono bianchi ?” (Il Saggiatore, 2006), che illustra una serie di esempi storici frutto di studi e ricerche su come l’integrazione degli immigrati italiani negli USA non abbia seguito un percorso lineare, bensì una strada tortuosa legata a doppio filo alla “linea del colore“.

RAZZA MEDITERRANEA E INCLINAZIONE ALLA VIOLENZA.  Il Darwinismo Sociale che circolava in Europa, secondo cui esistevano razze superiori destinate a comandare le razze inferiori, aveva attecchito molto bene anche nelle classi dirigenti americane che lo applicavano alla stregua di una certezza scientifica. In questo quadro, la “razza mediterranea” nella quale erano stati inclusi gli italiani prevalentemente del sud, pur essendo bianca, presentava tratti somatici e caratteriali comuni alla “razza nera”, tra cui l’inclinazione alla criminalità e alla violenza. Nel film “Nuovomondo”  di E. Crialese (2006), la famiglia siciliana protagonista decide di emigrare perché è venuta a sapere che in America crescono ortaggi giganti, gli alberi sono carichi di soldi e si può fare il bagno nel latte.

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Partono col vestito buono e con le scarpe, per arrivare in America “vestiti come i prìncipi”. Non serve: gli italiani non potevano aspirare ad essere bianchi a tutti gli effetti, in quanto semplici dago e guinea. Alcuni rafforzarono questa situazione accettando, da bianchi, di fare lavori  “da neri”, con i neri, al di là della segregazione razziale. Altri cercarono invece di affrancarsi dall’etichetta, comportandosi quanto più possibile “da bianchi” e prendendo le distanze dalla comunità nera.

UN BAGNO NEL LATTE NEL PAESE DELLE CONTRADDIZIONI. I neri, dal canto loro, passarono dalla triste storia della schiavitù alla triste storia della segregazione razziale. Ottennero gli stessi diritti dei bianchi solo nel 1964. I “bianchi scuri”, invece, li ottennero prima, negli anni ’30, attraverso le politiche del New Deal. Con la crisi del 1929, le mutate situazioni politiche a livello internazionale, lo spettro comunista e i movimenti sindacali ben nutriti di esponenti italiani, la classe dirigente americana decise di estendere anche agli immigrati i diritti di cittadinanza, l’accesso ai mutui, tutele sul lavoro, possibilità imprenditoriali e sussidi. E così gli italiani, arrivati negli USA senza una vera e propria idea sul colore della propria pelle, diventarono bianchi davanti alla legge.

Qualche tempo fa circolava su Facebook una frase che diceva : “Perché un italiano che va all’estero lotta per il proprio futuro mentre un extracomunitario che viene in Italia ruba il lavoro ?“. I flussi migratori esistiti ed esistenti tuttora non si contano neanche più. Molti, a distanza di decine di anni, ancora si somigliano. La maggior parte sono generati da condizioni sociali e politiche che possono continuare, anche dopo, a dettarne le sorti, in negativo come in positivo. Ma tutti, bene o male, hanno uno scopo comune seppur talvolta disatteso: cercare un mondo nuovo dove poter fare il bagno nel latte. Magari sulle note di Nina Simone.

Immagine di copertina: Una sequenza del film di Emanule Crialese, “Nuovomondo”.

Una risposta a “Italiani: razza bianca pelle scura”

  1. Chiara, splendido articolo, ricco di riferimenti storici universali. Complimenti! Siamo orgogliosi di te, essenziale mirato.

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