Galleria Civica: il fotogiornalismo ai tempi del rullino

Inquadrare un istante, più istanti. Scattare e fissarli su un rullino, dove restano imprigionati fino a che non c’è la possibilità di svilupparlo. Attendere il risultato finale, probabilmente con ansia se si tratta di un reportage di guerra o di immagini rubate in un frenetico secondo.

Erano i tempi del rullino, che gli adulti hanno dimenticato e i “nativi digitali” non hanno nemmeno conosciuto. A tal proposito, la Galleria Civica di Modena dedica a questa pratica del passato la mostra “Fotogiornalismo e reportage”, aperta fino al 13 aprile e tesa a fare conoscere parte della propria collezione nell’ambito della fotografia come testimonianza documentaria.

C’è il Subcomandante Marcos che fuma la pipa, il volto nascosto dal passamontagna, e c’è Che Guevara che solleva in aria un bambino per farlo divertire. Ci sono Stalin, Churchill e Roosevelt a Teheran, nella riunione che decise lo sbarco in Normandia. E poi Nelson Mandela appena uscito di prigione e Madre Teresa di Calcutta, minuta e solerte.

Ma i personaggi celebri non hanno l’esclusiva. Gli scatti esposti in mostra – che vantano peraltro paternità importanti tra cui H. Cartier-Bresson, R. Capa, G.B. Gardin, J. Phillips – gettano uno sguardo anche sulle storie dietro l’angolo della notorietà. Trovano spazio le donne algerine ritratte per la prima volta senza il velo negli ultimi anni di colonizzazione francese, le truci presenze della rivolta d’Ungheria e le pesanti assenze della dittatura di Pinochet, i bambini del Biafra che tanto hanno condizionato l’immagine dell’Africa in Occidente e la quotidianità di alcuni Nativi americani alla fine dell’Ottocento.

Rimbalziamo da una parte all’altra del mondo e della storia, così come queste immagini, una volta sviluppate, rimbalzavano sulla stampa periodica o quotidiana della propria epoca. Lontane dal tempo reale della fotografia digitale, sono intrinsecamente legate alle tempistiche dell’informazione passata, priva delle reti sociali, della globalizzazione e della velocità che oggi la contraddistinguono.

Quali sono, dunque, i mutamenti che l’innovazione tecnologica ha apportato al fotogiornalismo e al reportage? E la fotografia stessa, in questo ambito, come ha saputo essere a sua volta innovativa? L’insieme di fotografie esposte alla Galleria Civica, assurgendo a testimonianza, non esita a solleticare domande e a stimolare risposte nella diversa realtà che ci circonda.

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