“Dopo tanti anni, si può perdonare?”

Sono passati 70 anni da quel 18 marzo 1944. Sono tanti? Sono pochi? A guardare l’Italia di oggi, pur con tutti i suoi mille problemi, sembra impossibile che ci siano stati giorni segnati da una ferocia inaudita come quella che si abbatté per mano dei nazifascisiti sugli abitanti di Monchio, Susano e Costrignano, allora frazioni del comune di Montefiorino, in quel giorno di marzo. 70 anni sono tanti. Ai giovani d’oggi, e forse non solo a loro, sembreranno un “tempo senza tempo”. Emotivamente, qualcosa ormai archiviato tra gli scaffali della storia, per cui parlare del secondo conflitto mondiale o degli antichi romani non fa poi molta differenza. 70 anni sono pochi. Se, come è accaduto a Padre Celestino Rioli, quei momenti li hai vissuti e impressi in maniera indelebile nella memoria nella loro tragica sequenza di violenza e di lutti.

 

NB. Ci sono tanti modi di dare ritmo, di spettacolizzare, un video. Ad esempio inserendovi una base musicale che susciti emozioni, delle immagini cosiddette di copertura che esemplifichino la narrazione. In questo caso, abbiamo scelto di lasciare alle sole parole e al volto di Padre Rioli, il compito di rappresentare l’intera messa in scena. Per rispetto alla sua persona, alla sua memoria, e al valore della sua testimonianza. Che non ha bisogno di alcuna spettacolarizzazione.

(Immagine di copertina, photo credit: Nikhil Kirsh via photopin cc)

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