Corsa per l’Europa 2 – Damiano Zoffoli

Con l’Europa «abbiamo un atteggiamento di trattazione sindacale, ne parliamo come se fosse un soggetto terzo». Damiano Zoffoli, classe 1960, medico dentista, da “romagnolo doc” pensa alle cose concrete. Per questo è convinto che sia giunto il momento di «ridare un potere forte al Parlamento europeo» per «riportare la concretezza della vita di tutti i giorni». Sindaco per otto anni a Cesenatico, consigliere regionale dal 2005, alle prossime elezioni si è candidato con il Pd e il suo motto è «riavvicinare l’Europa ai cittadini». In Regione Zoffoli si è occupato principalmente di agricoltura, consorzi fidi e artigianato ed è stato relatore in aula del Piano energetico regionale.

Per quale motivo ha deciso di candidarsi?
Per riavvicinare l’Europa ai cittadini. Perché il nostro destino è in Europa, senza se e senza ma. Purtroppo quella che conosciamo oggi è l’Europa dei vincoli, delle normative, dei regolamenti e non delle opportunità e delle speranze. Quindi il motivo della mia candidatura è di dare un volto a questo territorio in Europa.

Perché i cittadini sentono così lontana l’Europa?
Noi abbiamo spesso con l’Europa un atteggiamento di trattazione sindacale, ne parliamo come se fosse un soggetto terzo. In realtà l’Europa è importante perché noi ne facciamo parte e noi siamo importanti. Oggi invece il cittadino la vede legata solo alla burocrazia, non alla partecipazione, alla politica. Oggi il potere in Europa è in mano ai capi di stato dei governi che con i loro summit e le loro contrattazioni ci comunicano le decisioni che hanno preso. Per cui occorre ridare un potere forte al Parlamento europeo significa riportare la concretezza della vita di tutti i giorni.

In caso di elezione, ha in mente una proposta concreta sulla quale concentrerà il proprio lavoro?
Io credo che il nostro territorio abbia due opportunità fondamentali. Primo il turismo, e non intendo solo ombrelloni e spiagge, ma quello inteso come cultura dell’ospitalità. Oggi il turismo è un illustre sconosciuto in Europa, stiamo perdendo posizioni, e credo che proprio da lì possano derivare nuovi posti di lavoro, nuove opportunità. Se si lavora per migliorare la qualità della vita sul territorio, si riesce anche ad attrarre nuovi turisti, nuovi ospiti. In questo senso lavorare per attrarre i turisti significa lavorare per creare una nostra comunità meno diseguale e migliore sotto tutti i punti di vista.
E poi, altro tema, credo sia importante difendere i nostri marchi, l’agroalimentare di qualità, le nostre produzioni, che vanno tutelate. Spesso abbiamo il falso made in Italy, le contraffazioni o la concorrenza sleale dovuta anche allo sfruttamento delle persone. Su questo punto gli italiani devono essere più uniti, per difendere non solo i marchi, ma il lavoro e le persone.

Lei che competenze ha da mettere in campo?
Io mi ritengo un amministratore, una persona del territorio. Ho fatto il sindaco della mia città (Cenesatico) per otto anni, ora sono consigliere regionale e presidente della commissione territorio e ambiente e mobilità. Per cui credo che – anche in vista dell’opportunità dei fondi strutturali nei prossimi sette anni che porteranno in questo territorio sette miliardi di euro – ci sia bisogno di qualcuno che possa conoscere e far conoscere questa opportunità e che possa favorire una progettualità comune, che possa far lavorare in squadra i sistemi territoriali, perché al momento noi purtroppo spesso non conosciamo o sprechiamo queste opportunità per un eccesso di frammentazione. Da questo punto di vista sono d’accordo con Renzi: sono un sindaco come lui e penso che l’Italia in Europa debba essere coraggiosa, chiara e concreta.

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