Certe storie riguardano tutti quanti

Cercare, stanare e poi raccontare storie in cui le “soluzioni” imposte dall’emergenza rivelano non solo grande fantasia e spirito di iniziativa ma anche la parte migliore degli esseri umani, come il coraggio e la solidarietà.

Parla di questo il web – documentario “Tutti quanti” (visibile alla pagina tuttiquanti.sequencewebdoc.it), opera interattiva che raccoglie alcune testimonianze di persone terremotate della Bassa modenese e documenta le soluzioni, a volte sorprendentemente creative, messe in pratica per superare il disagio e le difficoltà materiali causati dal terremoto del maggio 2012.

A realizzarlo, con il supporto tecnico dell’associazione culturale Sequence e il contributo di Coop Estense, sono stati 50 ragazzi delle classi 5° G e 5° I dell’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, proclamato vincitore del concorso collegato al progetto La scuola studia e racconta il terremoto promosso dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).
Lo scorso 18 dicembre a Roma si è tenuta la cerimonia di premiazione e le classi coinvolte hanno potuto parteciparvi grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola.

“L’idea di “Tutti quanti” nasce da una proposta che Coop Estense ha fatto alle scuole lo scorso anno – spiega Mario Genevini, sviluppatore della piattaforma interattiva per il progetto – Sequence ha scritto il progetto con le insegnanti di Mirandola, Laura Gasparini e Cleofe Pacchioni e collaborato con Stefano Cattini, coordinatore e responsabile dei contenuti, nella ricerca della giusta chiave di racconto, del punto di vista”.

unnamedIl terremoto riesce a svelare molto di ciò che è celato dentro le relazioni sociali, territoriali e familiari facendo emergere atteggiamenti di solidarietà o di rifiuto. Invitare a studiarlo, nei suoi molteplici aspetti, può consentire di apprendere come vivere a scuola tranquillizzati e in sicurezza, esorcizzando le angosce e il disagio presenti tra gli operatori scolastici e gli studenti che risiedono nelle zone a rischio sismico.

Sono queste le premesse con cui il MIUR ha creato il progetto La scuola studia e racconta il terremoto, proponendo in una prima fase un iter di formazione riservato al personale docente dei territori recentemente colpiti da eventi sismici e coinvolgendo di riflesso gli studenti che attraverso questo concorso sono stati chiamati a realizzare contenuti creativi (opere cinematografiche, letterarie, pittoriche, musicali ecc.) sul tema del terremoto.

Da Genevini, grafico e programmatore Klynt, software utilizzato per la creazione del web doc, vogliamo sapere quanto e come lo strumento della comunicazione audiovisiva ha aiutato a concretizzare questo messaggio.

Questi erano gli obiettivi ultimi del progetto e certamente i più importanti. Tutti avevano vissuto un’esperienza che avrebbe segnato le proprie vite. Il progetto, che, non a caso, è stato chiamato “Tutti quanti” ha offerto la possibilità di cercare, stanare e poi raccontare storie in cui le “soluzioni’” imposte dall’emergenza rivelavano non solo fantasia e spirito di iniziativa ma anche la parte migliore degli esseri umani, come il coraggio e la solidarietà.

unnamed2Ad ogni ragazzo – prosegue Genevini – è stata affidata l’analisi di un web documentario di qualità già presente in rete e gli è stato chiesto di presentarlo agli altri ragazzi. Di cosa parla? Che linguaggio usa? Che livello di interattività presenta? Come vengono usati il suono, le immagini, le grafiche?

Una volta studiato il mezzo, abbiamo prima progettato assieme la struttura del nostro web doc e poi abbiamo raccolto le storie, le abbiamo selezionate ed abbiamo raccolto il materiale che ci permetteva di raccontarle: fotografie e registrazioni audio.

Sequence è un’associazione formata da professionisti che lavorano in campo audiovisivo, della grafica e della comunicazione in genere: come è stato lavorare con dei ragazzi così giovani e naturalmente inesperti di comunicazione in senso tecnico?

Lavorare con i ragazzi è, in situazioni come queste, sempre molto interessante perché riescono a rivelare e offrire accesso a storie molto personali e diverse tra loro. Per gli operatori di Sequence è stato importante affrontare i progetti a scuola come se non fossero semplicemente “scolastici” o meglio, è stato importante e utile poter insegnare ai ragazzi non solo un linguaggio ma anche la sua applicazione concreta, con la qualità richiesta nel mondo del lavoro”.