Berlino per me

La settimana scorsa a seguito di un colloquio per uno stage mi hanno chiesto di scrivere una paginetta con tema “Berlino per te”.
Arrivata a casa, seduta al tavolo ho pensato “e adesso? ”.
È difficile descrivere in poche righe “la città del momento” senza cadere nel banale, senza disilludere le attese di chi la conosce per sentito dire o di chi al contrario ci vive da anni. Quel che è certo è che Berlino ti cambia, lentamente, poco alla volta la città ti s’infila sottopelle e diventa parte di te, con tutte le sue contraddizioni.

photo credit: ffela via photopin cc
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Berlino è un uomo brutto al cui fascino è difficile resistere.
Ha i capelli brizzolati, gli occhi color ghiaccio e un fare signorile nascosto sotto un eskimo verde militare. Paradossale, per un antimilitarista come lui. Ma, se glielo fai notare, ti risponderà con un sorriso che non c’è vergogna nell’essere un militante se si lotta per quello in cui si crede. S’incazza solo quando lo definiscono “poor but sexy”. “Povero? io? Il mondo è pieno di gente che vive per lavorare. Io preferisco lavorare, sì, ma per vivere”.

photo credit: Alexander Rentsch via photopin cc
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Berlino è una ragazza che si concede lentamente.
La incontri in un caffè. Capelli scuri, occhi grandi e pelle chiara. Siede composta di fronte al suo computer. Sul tavolino un cappuccino con troppa schiuma e troppo latte si raffredda mentre lei, annoiata, manda l’ennesimo curriculum. Prendi coraggio e le parli. Le domande sono quelle di sempre le risposte, ogni volta diverse. Si, lei è di Berlino. No, la sua famiglia non è tedesca, ma in fondo questo che importanza ha? Un tatuaggio troppo grande per la sua spalla minuta sbuca da una canottiera vintage. Vorresti chiederle del tatuaggio, del suo passato e dei suoi progetti. Vuoi conoscerla, scoprirla e se capita spogliarla. Ma quello che vuoi tu non importa, quindi aspetti. Sai che ne varrà la pena.

Berlino è una bicicletta e il suo ciclista.
Veloce e sicuro si muove nel traffico. Rispettato dagli automobilisti e temuto dai pedoni, si sente padrone indiscusso di strade e marciapiedi. Consapevole che ne va della sua sicurezza in strada, tratta la sua bicicletta come una compagna fedele degna di cure e di rispetto. Non se la prende quando qualcuno gli dà dell’Hipster solo perché la sua bici non cade a pezzi; gli hipster usano la bici solo d’estate quando fa sufficientemente caldo ma non si suda troppo. Per lui non è un accessorio, la bici è una cosa seria. Ogni mattina si sveglia e monta in sella, la sua giornata inizia con un colpo di pedali. Se gli chiedi il perché ti darà tanti motivi sensati – è più veloce, si risparmiano i soldi della metro, ti mantiene in forma, una bicicletta in più è una macchina in meno – ma la verità è che quando pedala si sente le ali ai piedi.

photo credit: cloud_nine via photopin cc
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Berlino è questo ed altro ancora.
Berlino è una signora anziana che va a fare la spesa e non sa come portarla fino al quarto piano senza ascensore, ma, non si sa come, ci riesce. Berlino è un Kindercafe (caffè per bambini) d’inverno e uno Spielplatz (parco giochi) d’estate perché i nonni vivono troppo lontano. Berlino è una cargo-bici per fare la spesa. Berlino è dover traslocare ogni due tre mesi. Berlino è chi raccoglie le bottiglie e chi le rompe. Berlino è il suo fiume, la sua gente burbera e la libertà che si respira. E di colpo ti accorgi che i motivi che ti hanno portato qui non sono gli stessi che ti faranno restare.

(Immagine in evidenza, photo credit: Mundus Gregorius via photopin cc)

Una risposta a “Berlino per me”

  1. Laurina, rimango sempre sorpresa dalla mia meravigliosa cultura e dalla capacita’ di cogliere il senso delle cose. Un abbraccio da me e da Cicci.

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