A scuola, in redazione

Anche se magari non ci abbiamo mai scritto sopra o l’abbiamo sfogliato solo una volta in cinque anni, tutti ricordiamo almeno il titolo, più o meno improbabile e fantasioso, delle testata del giornalino scolastico della scuola frequentata, in cui venivano ospitati recensioni di libri, poesie, disegni, interviste ai professori, testimonianze, barzellette, gossip tra i banchi.

Intorno al proprio banco c’è tanto da raccontare

Sfogatoio contro le ingiustizie del sistema, taccuino di bordo, bollettino amoroso. Il giornalino scolastico è un grande strumento di formazione e confronto per gli studenti, di conoscenza e scoperta dei propri ragazzi da parte di docenti e genitori. Tramite l’esperienza del giornalino, sia come semplici lettori che come redattori e collaboratori, i ragazzi iniziano a capire cosa vuol dire avere un’opinione, esporla, condividerla, andare oltre il proprio banco per scoprire quanta roba c’è da raccontare intorno ad esso.

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Lo sanno bene i ragazzi dello 00Willy, il giornale (altro che giornalino!) del liceo scientifico Wiligelmo di Modena (qui il pdf dell’ultimo numero), che nel corso degli anni, dalla sua nascita ad oggi, ha ricevuto premi e riconoscimenti da tutta Italia.
“Quando uno pensa agli anni del liceo, di solito, le prime cose che vengono in mente sono la maturità, le interrogazioni di matematica, la prima vera cotta, le gite. Nel mio caso, però, i cinque anni trascorsi al Wiligelmo di Modena significano innanzitutto l’esperienza giornalistica dello 00Willy”. Così Marco Zaccanti, anno di maturità 2004.

Un vecchio ciclostile, un sottoscala e la voglia di raccontare la scuola dalla pancia

Correva l’anno 1991, quando al Wiligelmo partì l’avventura di Sottoqultura (primo nome della testata che nel 1993 prese il nome di KontrolloZero). Un vecchio ciclostile, un sottoscala come redazione, uno sparuto gruppo di studenti con voglia di raccontare la scuola dalla pancia, dalla carta igienica che sparisce sempre dai bagni all’intervista al preside.
Erano gli anni in cui “si intravedevano i primi cellulari, enormi, lenti, costosi. Erano gli anni della strage di Waco in Texas, gli anni di Non è la Rai e di Beverly Hills. La prima guerra del Golfo era appena terminata e l’Unione Sovietica si era sciolta alla fine del 1991. Frequentavo la terza classe del Wiligelmo, sezione F. Avevo sempre scritto racconti e brani di ogni genere ma non avevo mai avuto l’occasione di confrontarmi con altri sulla mia produzione. Volevo fare il giornalista anche se onestamente non sapevo da che parte cominciare” scrive sul numero del ventennale dello 00Willy  il giornalista modenese Gabriele Sorrentino, anno di maturità 1995, al quale questa esperienza è servita per diventare quello che da grande voleva diventare.

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L’esperienza redazionale: una strategia educativa rivoluzionaria

“Soldi zero ma che soddisfazione! – racconta Vincenza Capolino, ex insegnante di Filosofia al Wiligelmo, anima del giornale – L’odore delle pagine appena ciclostilate, doverle spillare fino a bucarsi le dita, vedere i ragazzi, sempre più numerosi, lavorare insieme, impegnarsi, andare in giro anche fuori dalla scuola per fare interviste”.
Nel 1997 grazie a un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena arrivano computer, stampante, tv e così “avevamo una vera redazione – racconta la Capo (così l’hanno sempre chiamata i “suoi” ragazzi) – Il giornale veniva pensato, costruito, stampato e venduto tutto da noi. Nel 1998 nacque l’allegato in inglese “Queezy Magazine” per avere contatti con scuole europee e americane: ormai chi ci fermava più?! Ogni settimana avevamo ospiti di rilievo: scrittori, giornalisti, storici e persino cantanti”.
Nel 2002 alla versione cartacea venne affiancata quella online che comprendeva anche un forum che mise in contatto il Wiligelmo con altre scuole italiane. “Da qui l’idea realizzata nel 2004 con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti di istituire un concorso nazionale di Giornalismo scolastico.

L’esperienza redazionale e il “lavorare insieme” creano tra i giovani un forte senso di appartenenza e agevolano le relazioni, un’ottima occasione per creare uno spazio collettivo di interazione nel quale ciascuno può ricoprire un ruolo attivo nella distribuzione e nella condivisione delle competenze ed esperienze”.

La redazione, in quanto vero e proprio laboratorio, fa capire agli studenti che la creatività non è immediatamente produttiva, che non basta la fantasia ma che “per avere una buona idea – prosegue la Capolino – bisogna lavorare tenacemente, familiarizzare con gli strumenti che si hanno a disposizione, accettare le critiche e l’insuccesso cercando di ricavarne un insegnamento positivo”.

Gli anni sono passati e la Capo è andata in pensione ma l’avventura dello 00Willy, che come Voci dal Branco deriva dall’esperienza inaugurata con KontrolloZero, continua.

Il giornale d’istituto può essere una strategia educativa “rivoluzionaria”, nel senso che – conclude la Capolino – permette di sviluppare nello studente una costruzione più strutturata del suo pensiero, favorendo un’educazione “cognitiva”, capace di favorire non soltanto l’acquisizione delle informazioni ma soprattutto la loro continua elaborazione”.

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