“Vi voglio tanto bene”

Argentina's Jorge Bergoglio, elected Pope Francis I (C) appears at the window of St Peter's Basilica's balcony after being elected the 266th pope of the Roman Catholic Church on March 13, 2013 at the Vatican.  AFP PHOTO / VINCENZO PINTOUna piccola e insignificante “puntura” a margine dell’inizio di pontificato di Francesco, “vescovo di Roma” e Papa che sta compiendo gesti di grandissima potenza e di altrettanto grande umanità. Ma non sono questi che vorrei mettere in luce, perché sono evidenti e stanno facendo innamorare tanti del Papa che viene “dalla fine del mondo”, quanto un’attenzione avuta per una categoria ultimamente non troppo stimata.
«Un ringraziamento speciale rivolgo a voi per il qualificato servizio dei giorni scorsi». E ancora «Vi voglio tanto bene. Penso al vostro lavoro e vi auguro di lavorare con serenità e con frutti, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa». A chi ha rivolto queste parole il Papa argentino?

A una categoria bistrattata, non sempre a torto per carità, quella dei giornalisti.
Già qualcuno potrà dire “Beh, usare la parola lavoro per i giornalisti è un po’ eccessivo”, e del resto il vecchio adagio “faccio il giornalista, sempre meglio che lavorare” è sempre di moda. Ma addirittura «Vi voglio tanto bene»! Un Papa che si rivolge così ai giornalisti, a tutti i giornalisti che hanno seguito i lavori del Conclave e che poi li benedirà con l’attenzione di ricordare come tra tutti i presenti vi fossero non cristiani e non credenti, ha sicuramente un cuore grande.
E da “mezzo giornalista” anche per questo merita davvero il grazie e ben più di una preghiera.

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