Undici bastano?

Molti di noi hanno già passato da tempo gli undici anni. Una veloce rinfrescatina: prima media (scuola nuova, amici in parte nuovi), ancora affascinati da videogiochi e cartoni animati, ma già proiettati verso i nuovi media, Facebook o le serie tv da adolescenti. Il pallone (o il diario segreto) come confidente, i migliori amici (mai meno di una dozzina) e quelli che “mi stanno su”.

cresima

Undici anni è anche, nella stragrande maggioranza dei casi, l’anno della cresima, il sacramento della confermazione. Quello che fa entrare nel mondo “adulto”. Al tempo stesso si è ancora ragazzini e ragazzine, con la testa piena di sogni e di paure, di fantasia e di insicurezza. Il tempo delle cresime, in molte parrocchie, è arrivato e per molti ragazzi e ragazze questa celebrazione rimarrà per molto tempo (salvo qualche matrimonio o funerale) l’ultimo approccio con la Chiesa. Molte famiglie tengono ancora a far concludere il ciclo dei sacramenti, ma poi non si pensa di proseguire nel cammino e non spingono più i ragazzi a partecipare alla vita del gruppo e della comunità.

Ma è il caso anche di farsi qualche domanda sui motivi di questi “abbandoni di massa”. Non è che, a volte e magari giusto pensando ai casi più difficili ‘a quelli che tanto non gliene importa niente’, sono gli stessi catechisti ad accompagnare (inconsapevolmente, certo) i ragazzi alla porta? Non sono le stesse comunità a disinteressarsi dei “ragazzi della cresima” e alle loro famiglie? Non è giusto, a undici anni, non essere ancora nel pieno della
maturità anche cristiana e quindi non sarebbe necessario continuare a chiamare i ragazzi alla vita del gruppo ancora per molto tempo e non “abbandonarli” alla prima occasione proprio perché “tanto si capiva che non gli interessava”? E se non verranno, comunque, si saranno sentiti accettati e ricercati in quanto “amati dal Signore” e di conseguenza dai cristiani e magari torneranno ad avere un rapporto più stretto con Gesù attraverso la sua Chiesa, ben sapendo che noi siamo degli umili seminatori e che tempi e modi del raccolto li decide il Signore.

La Cresima è una tappa del cammino di fede, l’ultimo sacramento dell’iniziazione cristiana ma non l’ultimo passo come troppo spesso accade. La chiave di tutto, mi pare, è quanto vogliamo bene ai ragazzi che ci vengono affidati per l’iniziazione alla fede, quanto li teniamo vicini al cuore e quanto lo facciamo gratuitamente, al di là di quanto ci viene dato in cambio. Un esame di coscienza da parte di tutta la comunità cristiana per le volte che non abbiamo guardato a questi ragazzi con lo sguardo sorridente e accogliente, forse è davvero il caso di farlo.

 

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