Una finestra sull’Europa

europa2-1Si chiama Europe Direct ed è l’intermediario tra i cittadini e le proposte promosse da Bruxelles. Coinvolge quasi 10 mila contatti all’anno e si occupa di orientare dal giovane appena uscito dall’Università al professionista a caccia di un’esperienza all’estero

Una mappa per orientarsi nelle opportunità offerte dall’Unione Europea. Il Centro Europe Direct risponde alle domande dei cittadini, italiani e non, relative a studio, formazione e lavoro. «Premesso che noi non siamo un centro per l’impiego e non ci occupiamo direttamente di mercato del lavoro – spiega Barbara Finessi, operatrice di front-desk e responsabile per il progetto “Servizio Volontario Europeo” –, la nostra attività principale riguarda l’orientamento, ovvero far conoscere alle persone che si rivolgono al Centro le iniziative promosse dall’Europa in tema di mobilità».

Il Centro è attivo dal 1997 e in sedici anni tante cose sono cambiate, a partire dall’utenza: «Prima si rivolgeva a noi un lavoratore di alto profilo, in cerca di esperienze di lavoro o formazione all’estero, per migliorare il proprio curriculum o per perfezionare la conoscenza linguistica. Nel corso degli anni, soprattutto a causa della crisi occupazionale, a chiedere informazioni è stato sempre più spesso un lavoratore di profilo più basso, a volte disoccupato, con precise esigenze. Il nostro utente tipo – prosegue la Finessi – rimane lo studente universitario, che prima arrivava ai nostri sportelli per caso, mentre oggi, grazie al lavoro che portiamo avanti nelle scuole e nelle Università, si rivolge a noi con maggiore consapevolezza e richieste mirate. Qualche esempio? Dipende dall’età: i giovani chiedono quali sono le opportunità di formazione e lavoro all’estero, gli adulti chiedono se il loro titolo di studio vale fuori dall’Italia, se sono coperti dal’assistenza sanitaria e come verranno trattati i contributi previdenziali. Da quando abbiamo aperto è cambiata anche la tecnologia a nostra disposizione, a partire dal sito, frutto di anni di lavoro di perfezionamento e che oggi risponde alle domande più frequenti». E gli stranieri cosa chiedono? «Le differenze in questo caso riguardano gli utenti comunitari ed extracomunitari. Gli utenti della prima tipologia si rivolgono a noi quando hanno difficoltà a far valere la loro cittadinanza europea, i secondi si rivolgono al Centro per lo più quando vogliono cambiare Paese».

europa2-2Alcuni numeri. Sono circa un centinaio gli utenti che ogni mese si rivolgono al Centro Europe Direct, anche se il servizio si caratterizza da una forte stagionalità, con picchi all’inizio e alla fine del’estate, nel periodo post esami (di laurea e di maturità). Nel 2012 sono stati 1132 gli utenti che si sono rivolti al servizio, circa 3,5 mila i contatti tra mail, telefonate e presenze, mentre le iniziative sparse nel territorio hanno coinvolto più di 4 mila persone. Tanti, ma quanti di questi si sentono davvero europei? «Difficile rispondere, posso dire che oggi i cittadini modenesi sono più consapevoli del loro contesto europeo, anche se questa consapevolezza è nata da un fattore negativo, la crisi. Non è un male, l’importante è che se ne parli, che cresca la consapevolezza di come l’azione di un governo nazionale e le sue scelte si inserisca all’interno di una serie di azioni e di scelte di altri governi nazionali. Il Parlamento europeo sta facendo un lavoro enorme, sono convinta – conclude la Finessi – che se i cittadini conoscessero come si lavora a Bruxelles e Strasburgo vorrebbero soltanto un governo europeo».

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Immagine di copertina: elaborazione grafica da una foto di Atilla Kefeli (Licenza CC)

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