Un dono vale se non si è costretti a farlo

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Chi non conosce mons. Giovanni Nervo dentro e fuori della Chiesa? Chi ha fatto anche solo un’ora di volontariato nella propria vita lo ha sicuramente incontrato direttamente o indirettamente tramite un libro, una citazione, un aneddoto, un racconto.
Un ancoraggio forte e sicuro. Per certi versi una zattera, data la fragilità che trasmettevano il suo corpo e l’essenzialità del vivere, in mezzo al mare del vivere quotidiano e delle battaglie pastorali o legislative.
Tra tanti ricordi ne scelgo uno che spero possa essere di aiuto ai più.
Con la consapevolezza che tutti possono essere volontari chiedeva insistentemente che anche i professionisti offrissero le loro competenze liberamente e gratuitamente. Chi è in difficoltà, ma anche le stesse associazioni di volontariato per funzionare al meglio, hanno bisogno di essere sostenute ed accompagnate da qualifica altamente specializzate che ai prezzi di mercato sarebbero insostenibili per chi ne ha bisogno. Liberamente perché un dono anche se piccolo anche se di poche ore vale se non si è costretti a farlo, gratuitamente è la diretta conseguenza del primo in quanto non si attende nulla in cambio. Questo, egli pensava, è il modo di dare valore alle cose e ancor prima alle persone.
Ieri ha raggiunto la casa del Padre ma sono sicuro che sta continuando a camminare assieme a noi dall’altra parte del marciapiede.

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