Terremoto: il Giappone insegna

L’iPhone viene distribuito sul mercato giapponese con due eccezioni rispetto agli altri paesi: la fotocamera non può essere messa in modalità silenziosa, affinché nessun pervertito scatti foto inappropriate nel caos della metropolitana, inoltre ha uno speciale allarme sonoro che si attiva in caso di grandi calamità naturali.
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Ieri il mio telefono si è messo a squillare all’improvviso, segnalandomi un allarme: non leggendo il giapponese e non sapendo cosa fare ho chiesto spiegazioni e un gentile signore mi ha spiegato che i gestori del software stavano facendo una prova.
Nel pomeriggio è arrivata comunque una scossa, ma ormai queste leggere oscillazioni sono diventate parte del mio quotidiano.
Anche in Emilia queste scosse sono diventate a noi “familiari”: non dovremo forse conviverci come i Giapponesi, ma ormai sappiamo che fanno parte del nostro territorio, come parte della nostra identità sono i tanti edifici che rendono unica l’Emilia.

Ecco, non credo che ci sia bisogno di arrivare addirittura ad avere un allarme sui nostri telefonini, ma non dimentichiamoci facilmente di quello che successo, insistiamo a capire come meglio proteggere noi e quello che ci sta intorno.
Insistiamo a sanare le ferite ancora aperte dall’anno scorso e a prevenire quelle che verranno. In questo caso dobbiamo imparare dai Giapponesi.

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