Se un video può cambiare il mondo

Guardate questo video di pochi minuti. E solo dopo, se volete, proseguite nella lettura del post.

 

Veramente bello, no? Promuove il progetto Girl Effect Movement, lanciato nel 2008 da varie organizzazioni per aiutare oltre 50 milioni di ragazzine adolescenti di varie parti del pianeta, dall’India all’Uganda, ad uscire dalla condizione di povertà. Ad andare a scuola, a trovare un lavoro per guadagnarsi da vivere autononamente, a mettere in piedi una famiglia per scelta e non perchè costrette dall’indigenza. Il video si conclude con un messaggio potente: permettere a queste bambine di emanciparsi dalla loro condizione, non è questione che riguardi solo loro o i Paesi dove sono nate e vivono, ma è qualcosa che impatta su tutto il mondo. Su ognuno di noi.

E’ il principio del The butterfly effect, secondo cui “il battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo“. Secondo la teoria del caos infatti, piccole variazioni nelle condizioni iniziali di un sistema possono  produrre enormi cambiamenti nel comportamento a lungo termine del sistema stesso. Tradotto nel caso specifico: aiutare una sola ragazzina significa rendere migliore il mondo intero.

Ma ciò che voglio far qui non è solo segnalare questo bellissimo progetto sociale a cui vale la pena dar sostegno, quanto aggiungere una postilla (banale, ma non troppo) alla famosa frase del Professor Keating ne “L’attimo fuggente“. E’ vero oggi come sempre: “qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo“. A patto, aggiungerei, che vengano comunicate bene. Girl Effect infatti è uno straordinario progetto, ma a fare la differenza con tante altre iniziative altrettanto valide ma meno fortunate in termini di diffusione, è stato un piccolo video di tre minuti, tanto semplice quanto ben fatto. E soprattutto: efficace. Il vero “Effetto farfalla” di Girl Effect. Capace di raggiungere oltre 1 milione e 300 mila visualizzazioni su YouTube e centinaia di migliaia di condivisioni su Facebook, Twitter, Stumbleupon, Delicious, ecc. ecc.

E’ vero, dietro GF e al positivo effetto domino che ha generato, ci sono partner come Nike Foundation e Onu, mica l’associazione della porta accanto. Ma avere le spalle larghe non è sempre garanzia di successo nelle proprie scelte di comunicazione. Conta molto di più un’idea azzeccata per raccontare bene quel che vuoi e devi dire. Anche solo in tre minuti.

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3 risposte a “Se un video può cambiare il mondo”

  1. Non credevo che l’effetto Butterfly fosse possibile anche nel mondo umano, nelle relazioni interpersonali. Mi devo ricredere. Non ho capito bene quali siano loe forme di aiuto al progetto. Probabilmente economiche, ma immagino anche in altre forme o no?

  2. Ci sono diverse forme, non solo attraverso donazioni. Se va a questa pagina http://www.girleffect.org/about/ e scorre un po’ sotto dove ci sono le FAQS, aprendo la voce “I’M ON BOARD. WHAT SHOULD I DO?” sono spiegati in vari modi in cui collaborare (in inglese).

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