Saremo ancora tartassati?

Tra Stabilità e promesse, ecco come cambieranno i conti delle famiglie modenesi

Consumi in calo e famiglie costrette a fare sempre maggiore attenzione alle spese. La fotografia scattata dall’Istat la settimana scorsa mostra una contrazione del potere di acquisto delle famiglie consumatrici (reddito disponibile in termini reali) del 4,4%nel terzo trimestre del 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente,

Saremo ancora tartassati?tenuto conto dell’inflazione. Un dato che si lega a quello della spesa delle famiglie per consumi finali: -2,2 %.

Questi dati Istat si inseriscono in uno scenario già a tinte cupe, con la Coldiretti che parla del taglio della spesa alimentare per sei italiani su dieci come effetto del crollo del potere d’acquisto e con l’Unione Europea che nel suo rapporto annuale sull’occupazione e gli sviluppi sociali degli stati membri descrive l’Italia come “non lontana dalla trappola della povertà di massa”.

Fin qui i dati storici, ma come cambieranno i conti nel 2013? Che siano tempi duri per le famiglie non è più una notizia, ma la legge di Stabilità, ultima manovra del governo Monti approvata poco prima di Natale, ha voluto dare ossigeno ai nuclei familiari più numerosi, introducendo un aumento delle detrazioni Irpef per i figli a carico. Per genitori con figli di età pari o superiore a tre anni le detrazioni passano da 800 a 950 euro, da 900 a 1.220 euro per quelli con figli di meno di tre anni, mentre aumenta anche il maggiore importo spettante per i figli portatori di handicap, che sale da 220 a 400 euro.

In ogni campagna elettorale la promessa di abbassare le tasse è all’ordine del giorno, ma dopo un anno come il 2012, decisamente orribile in tema di imposte, la speranza di trovare nel 2013 uno Stato meno esoso è viva soprattutto nelle famiglie. Le proiezioni, tuttavia, dicono che la speranza rimarrà tale. Un recente studio della Cgia di Mestre, in collaborazione con il “CorrierEconomia”, ha stimato che un lavoratore quadro con moglie e figlio a carico, che nel 2013 guadagnerà 47.925 euro lordi, pagherà 22.859 euro tra imposte sul reddito e sui consumi, 439 euro in più rispetto allo scorso anno. Va un po’ meglio ad un operaio con moglie e figlio a carico, con stipendio lordo pari a 24.004 euro. Nel 2013 questo lavoratore pagherà allo Stato 9.188 euro, 124 euro più del 2012.

E il rilancio dei consumi? Per questo la palla passa al nuovo governo, quello che uscirà dalle urne il prossimo 25 febbraio. In tema di Iva, la legge di Stabilità ha ridimensionato gli aumenti prospettati. Dal mese di luglio l’aliquota ordinaria passerà dal 21 al 22%, mentre resteranno invariate la ridotta (10%) e la super ridotta (4%). Il punto percentuale in più non è andato giù a Federconsumatori, che per l’anno appena cominciato ha previsto un aumento dei prezzi di 1.490 euro a famiglia, auspicando che «chi sarà chiamato a governare, come primo provvedimento, abolisca l’ulteriore aumento dell’Iva da luglio, che avrebbe effetti catastrofici su una situazione già fortemente critica per le famiglie e per l’intero Paese». E ad aprile arriva la Tares, la nuova tassa comunale su rifiuti e servizi, che, sempre secondo la Cgia di Mestre, stangherà gli imprenditori (+1.133 euro sui capannoni) più che le famiglie (+73 euro per le abitazioni).

Per tutti, qualsiasi sia l’esito elettorale, l’augurio di un 2013 più “leggero” e il consiglio di tenere comunque la calcolatrice a portata di mano.

(foto Identity Photogr@phy rielaborata dall’originale)

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