Risparmiare energia anche senza soldi

Pensando a soluzioni economicamente sostenibili e rappresentative a favore del risparmio energetico, tema centrale nella gestione del territorio, abbiamo chiesto all’ing. Luigi Guerra, fino a febbraio 2013 responsabile del Servizio Energia di ACER Reggio Emilia, di parlarci dell’esperienza promossa da questo Ente per la riqualificazione di un fabbricato residenziale pubblico attraverso un Energy Performance Contract (EPC) e il coinvolgimento di una Energy Service Company (Esco).

L’intervento attuato a Reggio Emilia ha preso avvio da un progetto promosso dall’Unione Europea per interventi da attuare attraverso ESCo, quali sono stati i punti di forza del progetto europeo?Luigi Guerra
Il progetto Fresh promosso dall’Unione Europea aveva l’obiettivo di approfondire il tema dell’efficienza energetica attuata attraverso ESCo in edifici residenziali pubblici grazie al confronto con diverse esperienze internazionali. La partecipazione al progetto europeo è stata l’occasione per studiare soluzioni alternative ed innovative facendo dialogare su aspetti tecnici, economici e legali le amministrazioni pubbliche, i sindacati dei condomini, le imprese di servizi di efficienza energetica (come le ESCo), il sistema bancario e i gestori del patrimonio, che fino ad ora hanno lavorato principalmente in maniera autonoma,.

In cosa consiste il progetto attuato a Reggio Emilia e quali sono i tempi di rientro dell’investimento?
L’intervento ha portato alla sostituzione della centrale termica a servizio di un fabbricato residenziale pubblico costituito da 13 alloggi, con installazione di un generatore di calore alimentato a pellet e adozione del sistema di contabilizzazione del calore. L’intervento, conclusosi nel 2012, porta ad un risparmio energetico del 40% dei consumi energetici. È previsto un tempo di rientro dell’investimento di 12 anni, durante i quali la ESCo, che si è aggiudicata la gara attraverso un dialogo competitivo ed ha anticipato le risorse per attuare l’intervento, si trattiene il 31% del risparmio ottenuto in bolletta e l’inquilino il 9%; dopo i 12 anni la totalità del risparmio economico sarà a vantaggio degli inquilini.

In quali casi l’intervento di una ESCo può rappresentare la soluzione idonea?
La ESCo può essere una soluzione quando è tecnicamente possibile ridurre le inefficienze energetiche ma non si hanno le risorse economiche per farlo ed è necessario individuarle da terzi. La ESCo può mettere a disposizione la propria competenza tecnica insieme alla capacità aggregante di più progetti, al fine di rendere sostenibile l’intervento, in particolare nel caso di edifici altamente energivori sulla parte impiantistica e dell’involucro. L’obiettivo fondamentale nel settore residenziale è quello di aggregare più condomini in modo da ottimizzare i costi di intervento e finanziare l’intervento attraverso la i risparmi che si generano. Per gli altri casi la legislazione sta introducendo strumenti di incentivazione economica.

Quali altre soluzioni si potrebbero prospettare per perseguire il risparmio energetico in condomini di medie dimensioni?
Non esiste una ricetta universale per tutti gli edifici, ognuno ha le sue peculiarità. Reputo che le soluzioni da adottare siano legate al concetto di “Riqualificazione Globale” dell’edificio, partendo dall’involucro arrivando agli impianti, questo perché è necessario prima ridurre il fabbisogno di energia dell’immobile, poi fornire l’energia necessaria con il miglior rendimento possibile e il supportato dalle fonti energetiche rinnovabili. Imprescindibile a mio parere è il rendere l’abitante dell’alloggio consapevole dell’incidenza energetica dei suoi comportamenti, a volte infatti, per carenza di informazioni sulla gestione delle apparecchiature presenti, l’inquilino è una delle cause di maggior consumo di energia dell’alloggio.

a cura di
Agnese Barbieri

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