Reinventarsi altrove

Bruxelles è molto diversa da Modena, molto più tutto… Grande, verde, incasinata, trafficata, multiculturale, frenetica, permissiva, culturale, artistica, organizzata e tanto altro ancora… Modena, però, mi manca. Mi mancano la realtà di paese, quel senso di perenne tranquillità e la sensazione di avere punti fissi, belli, fermi dove devono essere, per non sentirmi sempre un tassello traballante

Enrica Costantini, 27 anni, di Nonantola, ingegnere gestionale laureata alla facoltà di Reggio Emilia, moglie di Davide, ingegnere dei materiali e mamma di Arianna e Tommaso, fa parte del nutrito esercito di giovani che se ne sono andati dall’Italia alla ricerca di un futuro migliore, di un futuro che il proprio paese non è in grado di garantire.

Schermata 10-2456567 alle 12.17.30«Abitavamo a Nonantola, dove sono cresciuta, prima di spostarci per un bel progetto legato alla carriera lavorativa di mio marito – racconta Enrica -. La voglia di nuovi stimoli professionali ha prevalso e per restare uniti abbiamo preso l’aereo con biglietto di sola andata e da qualche anno viviamo nella cosmopolita Bruxelles, seconda città al mondo per coesistenza di culture (ospita 600 culture diverse!). La nostra vita è cambiata molto – spiega Enrica –  Si impara a far da sé, a rimettersi in gioco da capo e a ricostruire tutte quelle sicurezze che con un volo aereo di sola andata vengono più o meno sgretolate. Si deve fare i conti con il fatto di essere emigrati, con l’adattamento a una società completamente diversa da quella a cui eravamo abituati, ma si cresce molto, moltissimo».

Enrica all’estero si è reinventata e insieme a Davide, cresce due bambini senza l’appoggio di nonni e parenti, che sono lontani. Ha aperto un blog, Mammerri (mamma + erri, il suo soprannome), seguitissimo, dove scrive di maternità dolce, di contatto, di allattamento e di crescita rispettosa «e ogni tanto mi piace deviare con scritti un pochino più ironici, perché fa bene allo spirito! – sorride la giovane mamma -. Aprire il blog è stata una diretta conseguenza alla mia dedizione materna non stop: volevo un posto mio dove poter esprimere su larga scala notizie che potessero essere condivise da altre famiglie ma anche dove buttar giù pensieri, stati d’animo ed emozioni. Inoltre, ho un altro progetto in corso: durante i mesi che precedevano l’estate ho scritto un libro che si intitola Mille chilometri fra atrio e ventricolo, un libro di narrativa che racconta le avventure di una famiglia espatriata come noi, parla di cambiamento, non solo geografico, e di una maturazione interiore, profonda, simbolica, radicata. Un cambiamento che capovolge le vedute, il punto di vista e i giudizi. Una bella avventura che ho scritto quasi tutto d’un fiato, figli permettendo!»

«Dove vivo, la percezione dell’Italia è piuttosto vaga e inconsistente – prosegue Enrica -. Me ne rendo conto dalle conversazioni che sento attorno a me, che limitano il confronto tra Belgio e Italia al meteo (del tipo “il tempo è molto più clemente in Italia che qui”), al cibo, ai luoghi dove trascorrere le vacanze e alle automobili.Di Modena mi manca la tranquillità di vita, che deriva dal fatto di non doversi rifare completamente da capo in una città che non è la tua. Mi mancano la mia famiglia, la condivisione diretta, il poter chiedere un consiglio senza dover accendere Skype e il sapere i miei bambini vicini a nonni e zii. Mi manca vedere i miei figli spensierati parlare in un parco senza doversi ogni volta fermare, concentrare e chiedere: mamma, in che lingua parlano quei bambini che giocano di fianco a noi? Il francese per loro sta diventando la lingua corrente, ma qui non c’è solo una lingua diversa dalla nostra lingua madre da imparare!
Nonostante queste piccole, grandi difficoltà, sono felice di farli crescere in una realtà multiculturale: credo che apra la mente e che possa abituarli fin da piccoli ad apprezzare l’altro per quello che è, senza pregiudizi. Si impara a stare insieme e basta: si convive e si cerca di farlo nel modo migliore possibile. La tolleranza viene da sé, cosa che in Italia, soprattutto nelle piccole realtà di paese, a volte latita un pochino.
Non ho idea se e quanto rimarremo, troppo presto per dirlo – conclude Enrica – Certo è che un pensiero felice a una bella casina in periferia modenese o al mare rimane sempre!

3 risposte a “Reinventarsi altrove”

  1. Io spero che rimaniate.. spero di potervi conoscere perché da mammacali e da Romagnola mi ritrovo molto in quello che dici,io amo follemente bxl.

  2. 🙂 dai ne combineremo delle belle! ormai le tigelle le ho esportate, per i tortellini sono in corso d’opera, il gnocco fritto lo fa mia madre quando viene, prossimo step…insegnare il dialetto ai bimbi!

  3. Enrica sei grande non ho mai messo in dubbio la tua volontà di farcela e lo stai dimostrando sei motivo di orgoglio per noi nonni Sei una mamma fantastica !!!!!!!una donna piena di interessi Mi piace la tua idea di insegnare il dialetto ai bimbi non si debbono perdere
    questi valori

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