Quelli “impegnati”, abbandonano la Grande Distribuzione

IMG_1133Spinti dalla crisi, ma soprattutto dalla ricerca del miglior rapporto tra prezzo e qualità, sono saliti a 7 milioni gli italiani che nel 2012 hanno partecipato a gruppi di acquisto. Ce lo ha confermato la Coldiretti, analizzando i dati che provengono dal Censis.

Stiamo assistendo sempre più anche in Italia a un nuovo fenomeno. Famiglie che vogliono essere parte attiva dell’economia e della politica locale attraverso l’essere consumatori responsabili. Non più un soggetti passivi che si lasciano condizionare dalle mode, tendenze o indicazioni pubblicitarie ma artefici di un cambiamento verso una nuova scelta di vita molto più attenta alle cose e alle persone. Queste sono le caratteristiche dei componenti i Gruppi di Acquisto Solidale, presenza numerosa anche sul nostro territorio provinciale

L’acquisto collettivo è contemporaneamente mezzo e fine, in quanto consente di procedere lungo un percorso educativo finalizzato a dare un senso a nuovi comportamenti di vita che destrutturano abitudini consolidate, rileggono fenomeni ritenuti naturali, rimodulano luoghi di incontro, ri-orientano le risorse nella direzione di un maggior benessere familiare e sociale. E, perché no?, abbandonano la Grande Distribuzione.

Da questi piccoli segni concreti che nascono dall’incontro e dalla relazione tra attori diversi, dove esperienze e professionalità sono messe a disposizione per il bene comune, nasce l’esperienza dei GAS. Ormai c’è l’imbarazzo della scelta: GAS La Festa; GASMO; MIOGAS; GAS VI CAMBIA Vignola; GASLOW e Nano GAS di Nonantola; Ciccio GAS di Finale, ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *