Qualità complessa

Modena è una città equosolidale. La cosa è ufficiale, con tanto di delibera del Consiglio Comunale, fin dal lontano 2006. La nostra città fu una delle prime ad aderire al progetto “Città equosolidali” nell’ambito di Agenda 21. L’adesione, oltre ad un atto formale che sancisse la scelta, chiedeva all’ente locale di assumersi l’impegno di inserire nei propri consumi i prodotti del commercio equo e solidale, introducendoli anche nelle mense scolastiche e in quelle dei propri lavoratori e promuovendo iniziative di sensibilizzazione in questi stessi ambienti.

I prodotti della Bottega del Mondo al Millybar di Modena
I prodotti della Bottega del Mondo al Millybar di Modena

Una iniziativa importante e significativa, ma per dirla con un adagio antico: fatta la città equosolidale, ora bisognerebbe “fare” i cittadini. Ma come è possibile invitare, educare, suggerire scelte di consumo che coinvolgano la responsabilità sociale? Scelte che al criterio “qualità-prezzo” aggiungano una soglia di “qualità irrinunciabile” che modifica sostanzialmente lo stile di vita di chi le adotta. E, per di più, una qualità complessa che riguarda non solo il gusto e la salute di chi consuma, ma anche le modalità di produzione, la suddivisione dei profitti, i criteri di gestione del lavoro e dei lavoratori.
Scelte importanti, a questo riguardo, si possono fare sui prodotti alimentari che accompagnano la quotidianità e che troviamo nelle “botteghe del mondo”, ma ormai anche in molti supermercati delle catene CONAD e DiMeglio e, a suo modo, perfino alla COOP. Tenere sott’occhio queste opportunità, segnalare le novità che sbocciano a Modena e dintorni in questo campo e fermarsi ogni tanto a riflettere sul proprio stile di vita in questa prospettiva: basterà un blog dal titolo “Modena equosolidale” per coltivare nella nostra città un confronto attivo su tutto questo? No. E’ solo una piccola opportunità in più. A presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *