PSC: ecco le proposte al sindaco

Come potranno tradursi in impegni e decisioni concrete da parte della politica non è ancora chiaro. Però ora il Comune di Modena ha un bel po’ di materiale su cui riflettere prima di definire una volta per tutte il Piano strutturale comunale. Dopo il percorso partecipativo promosso dalla stessa amministrazione comunale (a cui hanno aderito 100 persone selezionate tra le circa 400 adesioni), ieri è stato consegnato al sindaco Giorgio Pighi il Dossier che contiene tutte le proposte emerse durante i lavori del Laboratorio “facciaMOlacittà”.

IMG_0047Un documento di 33 pagine che riassume le idee di oltre un centinaio di persone che si sono confrontate negli ultimi mesi nei gruppi di lavoro su cultura, economia, territorio, ambiente e mobilità, società. «Sono contento che si sia riportato il dibattito sul Psc in politica anche attraverso questo percorso partecipativo» ha detto Pighi durante l’incontro pubblico nella sala Giacomo Ulivi di via Ciro Menotti. «Il percorso partecipativo è uno strumento fondamentale» ha spiegato il sindaco facendo riferimento alle considerazioni emerse nel documento. Ora il Comune «è tenuto a valutarne gli effetti e le conclusioni, argomentando su come questo interferisce sulle sue politiche. Credo che si possa fare una sintesi alta in cui ci sia una risposta effettiva ai problemi che sono stati tirati fuori». 

Dopo il documento preparatorio approvato dal Consiglio comunale, ora chi amministra la città dovrà essere in grado di elaborare il Psc tenendo conto di tutte le sollecitazioni arrivate da cittadini e associazioni. «Non essendo una metropoli a Modena non si devono trovare soluzioni a quelle emergenze tipiche delle grandi città» ha spiegato Giovanni Leoni, docente di Storia dell’architettura all’università di Bologna. Occorre invece programmare il territorio «tenendo conto delle diversità» che lo abitano, e non soltanto degli spazi che lo definiscono. Così come non è necessario, soprattutto in tempo di crisi, “inventare” a tutti costi nuovi modelli architettonici: «concetti come “smart city”, sostenibilità e rigenerazione – ha aggiunto il docente – erano presenti anche in passato», basta quindi riscoprirli e inserirli in una progetto (il Psc appunto) che cerchi di garantire una “vision” d’insieme sul futuro della città.

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