Perché lasciare Modena per Parigi e vivere meglio

La collezione estate-inverno 2013 ha fatto tornare di moda la valigia, spesso in pendant con un biglietto aereo solo andata. L’emigrante 2.0 – ormai lo sappiamo bene – ha il profilo del laureato brillante, viene chiamato più elegantemente “cervello in fuga” e infesta le percentuali sciorinate dai media assieme all’altra figura cardine di questo periodo, il disoccupato cronico.

Lasciando da parte neologismi e statistiche, dietro ogni emigrazione c’è una storia, magari non strettamente legata alla crisi. Come quella di Marco Marchetti, modenese oggi 32enne che ha deciso di lasciare il Belpaese in tempi ancora non sospetti. Dopo aver studiato Cartoni Animati presso la Scuola di Cinema di Torino, nel 2005 si è trasferito in Francia, a Valence, dove si è specializzato in regia. Da lì si è spostato a Parigi nel 2007, dove ancora vive senza alcuna intenzione di fare ritorno in Italia poiché “in Francia le condizioni sono più allettanti”.

parigi1In questi anni Marco ha lavorato per la televisione francese nell’ambito delle serie tv, a livello sia tecnico, sia informatico. Le “condizioni allettanti” a cui fa riferimento sono legate innanzitutto alle politiche lavorative promulgate dai nostri cugini d’Oltralpe, in particolar modo quelle mirate al settore culturale. «Qui esiste l’intermittenza dello spettacolo – spiega -. Si tratta di un assegno sociale per chi lavora nel mondo dello spettacolo, un settore dove può esserci molta discontinuità lavorativa. Con quattro mesi di contratto a tempo determinato, cumulando un dato monte ore, si può arrivare fino a sette mesi di aiuto».

Non è una novità che la Francia abbia una maggiore sensibilità verso il settore culturale, per contro lungamente bistrattato in Italia (e qui la crisi non c’entra, ma di sicuro aggrava). Marco il baratro italiano lo vede da lontano, ma afferma che anche in Francia la situazione inizia a essere meno rosea. «Anche qui la crisi comincia a sentirsi. Nel mio settore le produzioni hanno meno finanziamenti e a volte si preferisce sfruttare i giovani che hanno più entusiasmo rispetto a ingaggiare chi ha più esperienza. Inoltre il solo curriculum vitae è spesso poco efficace, anche qui conta molto sviluppare una rete di conoscenze che si auto-alimenta con il lavoro stesso». Difficoltà per difficoltà, però, associato alla Francia ritorna nuovamente quell’aggettivo, allettante. «Ho intenzione di restare qua anche se con la crisi dovessi cambiare mestiere – afferma infatti -. Qui è la qualità della vita a essere migliore, a partire dalle piccole cose come i servizi e i trasporti: tutto funziona meglio, il sistema è più rodato a tutti i livelli».

Se gli italiani sono poetisanti e navigatori, quando si fanno trasmigratori, portano sempre con loro qualcosa di prezioso. «Il vantaggio italiano è che le cose sono sempre approssimative. Questo ci rende più flessibili, in Italia impariamo ad arrangiarci di più. Qua in Francia invece alcuni atteggiamenti di ipercorrettismo sfociano in rigidità – conclude Marco aggiungendo un commento sulla città natia -. Modena mi ha fornito delle origini originali da poter raccontare. In una città cosmopolita ci si omologa di più, si perde una forma di originalità che in provincia è più viva. La vita parigina è un po’ un cliché, tutti sanno com’è. Quella di Modena no, a partire dal clima e dal cibo, fino al dialetto e al modo di fare delle persone».

Proprio perché siamo poeti, santi e navigatori, ma anche eroi, pensatori, scienziati e artisti, quando diventiamo trasmigratori ricordiamoci sempre che in valigia portiamo con noi storie belle e uniche da raccontare.

3 risposte a “Perché lasciare Modena per Parigi e vivere meglio”

  1. Parigi é davvero un sogno.
    Vorrei viverci anch’io. Chiedo se possibile avere alcune info.

    A Parigi dove posso trovare una scuola di cartoni animati? Grazie!
    Parigi é semplicemente fantastica
    Mi sono chiesra se uno scrittore puó qui trovare un mecenate. A chi ci su puó rivolgere?
    Grazie! Paola De Agostini

  2. Ho chiesto direttamente all’intervistato che mi ha mandato questo link:
    http://afca.asso.fr/-ecoles-et-formations-specialisees-
    Qui c’è l’elenco di tutte le scuole di animazione in Francia (alcune però si rivolgono a chi ha già un po’ di esperienza nel campo). Mi ha comunque nominato le seguenti: Les Gobelins, Supinfocom, Emca, Emile Cohl, La Poudière.

    Su scrittori e mecenati invece mi cogli impreparata!

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