Non mi arrendo. La guerra infinita di Giovanni Tizian

9788852036828-la-nostra-guerra-non-e-mai-finita_copertina_piatta_foEsce domani, edito da Mondadori, il nuovo lavoro di Giovanni Tizian: “La nostra guerra non è mai finita“. Dopo il successo della sua prima opera, “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea“, tizianbimboun reportage sull’infiltrazione mafiosa al Nord, il giornalista, modenese d’adozione, con questo secondo libro torna alle origini di tutta la sua vicenda umana e professionale: l’omicidio del padre nell’ottobre del 1989 in Calabria, terra d’origine di Tizian.

Dopo la morte del padre, Tizian fugge letteralmente dalla Calabria “per approdare in una città accogliente come Modena, nel tentativo di rimuovere, di dimenticare il passato, di trovare una normalità. Nascondendo a tutti, persino a me stesso, la rabbia e la sofferenza. E così ho fatto per tanto tempo – prosegue – fino a quando, ormai ventenne, ho chiesto in lacrime a mia madre di guidarmi nel doloroso esercizio della memoria. Ho voluto sapere tutto di quella sera del 23 ottobre 1989, di quei colpi di lupara sparati contro la Panda rossa di mio padre. Dopo, per me è stato l’inizio di una nuova vita”.

Una nuova vita che lo ha portato al giornalismo, per cercare di capire, spiegare, raccontare. Accorgendosi però che “la ‘ndrangheta aveva viaggiato più veloce di noi ed era già lì, nell’Emilia terra della Resistenza, a conquistarsi sul campo il predominio della criminalità organizzata e pronta a zittire le mie inchieste giornalistiche. Dopo avermi rubato l’infanzia, voleva portarmi via anche il presente, la libertà e – adesso lo so – la vita”.

A causa delle sue inchieste sulla Gazzetta di Modena e alle successive collaborazioni con Repubblica e L’Espresso, dal dicembre 2011 Giovanni è sotto scorta per le minacce ricevute. Minacce che non hanno fermato la sua indignazione e il suo desiderio di continuare a combattere, con le sue armi, la criminalità organizzata.

Qui sotto, la video-intervista delle Officine Tolau a Giovanni Tizian, “Il caso non è chiuso”, pochi giorni prima che gli fosse assegnata la scorta.

 

 

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