Non è mai colpa di nessuno, scusate il disagio

In Italia “non è mai colpa di nessuno” se qualcosa non funziona. Lo sanno i pendolari, lo sanno gli insegnanti in graduatoria, lo sanno le persone che vengono derubatrainte e – oltre a consolarsi andando a denunciare il furto – rimangono impotenti. Lo sanno tutti i cittadini che vedono scavalcati i propri diritti per un paio di righe di una qualche legge; lo sanno le imprese e gli imprenditori che perdono commesse o rischiano la chiusura per la lentezza procurata dalla burocrazia.
Nessuno si assume la responsabilità se va a rotoli qualcosa. Anzi, se va a rotoli qualcosa, la colpa è sicuramente di qualcun altro.

Trenitalia ci offre uno spaccato interessante di questa nuova usanza. Non per fare facile ironia, ma mi sono soffermato sugli annunci che vengono diramati dagli altoparlanti delle stazioni quando un treno è in ritardo. «Il treno regionale… delle ore.. proveniente da.. e diretto a.. arriverà con 40 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il ritardo». Questo è il messaggio più comune. A volte, ai viaggiatori viene anche “generosamente” fornita una motivazione del ritardo:
– per «inconveniente tecnico» (cioè per sfiga);
– per «avverse condizioni meteorologiche» (cioè per colpa della natura);
– per «ritardo nella preparazione del treno» (cioè per colpa della cooperativa che fa le pulizie);
– per «straordinaria affluenza viaggiatori» (cioè per colpa dei viaggiatori);
– per «circostanze non legate alla gestione del servizio ferroviario» (boh);
– a causa «della presenza sulla linea di un convoglio di azienda concorrente» (cioè perché c’è davanti “Italo”).

Non è colpa del ministro dell’Interno Alfano se, per il caso Shalabayeva-Ablyazov, qualcuno ha operato anche a suo nome senza riferirglielo. Nemmeno il leghista Calderoli pensa di avere delle responsabilità per aver dato della scimmia al ministro Kyenge. I parlamentari che in dieci anni non sono riusciti a fare uno straccio di riforma della legge elettorale, mica possono sentirsi colpevoli dello sfascio che si sta vivendo dentro il parlamento. E tantomeno chi ha governato negli ultimi cinque anni l’Italia può caricarsi della colpa per la lentezza con cui si è affrontata la crisi, la povertà, la polverizzazione del lavoro…

Scusate il disagio!

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