Nelle tasche delle segreterie

Il caso PDL

Enrico Aimi, consigliere regionale per il Popolo della Libertà, non è il tesoriere del Partito, perché un tesoriere del Pdl a Modena non c’è.
“Tutti i costi vengono fatturati a Roma – spiega Aimi –. Non so dire quanto costa esattamente il Pdl a Modena, ma le uscite dovrebbero aggirarsi intorno ai 20 mila euro, comprensivi dei 12 mila per l’affitto della sede e i restanti 8 mila per spese varie di gestione, come il telefono e le utenze. Questa è la spesa negli anni “ordinari”, mentre quando ci sono le elezioni il partito nazionale fissa un budget, che oscilla da 15 a 30 mila euro, per manifesti, camper, vele o altro materiale, e noi dobbiamo stare dentro a quella cifra”.

E se andate oltre?
“Paghiamo di tasca nostra. Il Pdl a Modena è ancora un partito a vocazione volontaria, nel quale le manifestazioni importanti vengono organizzate con il contributo del coordinamento regionale e tutti i conti vengono mandati a Roma perché è il partito nazionale che gestisce i fondi e stabilisce i budget. La trasparenza è assicurata dal fatto che le fatture sono inviate direttamente alla sede centrale, tutte le spese sono tracciate”.

Dipendenti?
“Nessuno. Anche la gestione della sede funziona come si faceva una volta. Chi come noi fa politica
per passione accetta anche l’autofinanziamento, perché la testa rimane sempre lì, tutto diventa politica, anche guardare una vetrina in centro”.

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