Modena, come ti vorrei

Vivono a Modena, studiano o lavorano, praticano uno sport, trascorrono qui il tempo libero con gli amici, svolgono un’attività di volontariato e in futuro non hanno in programma al momento di cambiare città. Anzi, sono disposti – se opportunamente coinvolti – ad impegnarsi per migliorare gli spazi verdi, per utilizzare sempre più i mezzi pubblici o la bicicletta. Ma dell’attività dell’amministrazione comunale, e in particolare del percorso avviato per la realizzazione del Piano strutturale comunale (PSC), non ne sanno praticamente nulla. È quanto emerge dal sondaggio “La Modena che vorrei” che ha coinvolto 768 giovani (dai 16 ai 35 anni). Il questionario on-line, somministrato dal 13 aprile al 13 maggio 2013, è stato realizzato da un gruppo di giovani al lavoro da alcuni mesi al Centro culturale Francesco Luigi Ferrari sui temi dello sviluppo del territorio e delle politiche abitative.

La ricerca
Sono state contattate attraverso il questionario on-line 913 persone, ma soltanto 768 avevano i requisiti per proseguire nella rilevazione (entro i 35 anni d’età). Per il 58,6% degli intervistati il PSC in via di definizione a Modena (per il quale si è discusso ampiamente sui mezzi di comunicazione a seguito di un vivace dibattito politico) non è conosciuto. Chi ne ha sentito parlare è per il “passaparola” di amici e conoscenti, per quanto letto su internet o sui giornali; raramente (solo il 13% dei casi) risultano funzionali gli incontri pubblici organizzati da associazioni, enti o partiti, e tantomeno il percorso partecipativo avviato dall’amministrazione comunale (solo il 6% di chi ha risposto). Metà dei giovani considera indifferenti o addirittura negativi gli effetti che il PSC potrà avere sul futuro del territorio.

Il giudizio tutto sommato negativo degli “under 35” non è sinonimo di disaffezione ai temi legati allo sviluppo a cui la città si dovrà inevitabilmente sottoporre. Gli intervistati dichiarano di essere ben integrati nella società (tra studio, lavoro, tempo libero e volontariato), di identificarsi nella Ghirlandina, i tortellini, il duomo, la Ferrari, la bicicletta… nei “simboli storici” di Modena che però non prevedono un coinvolgimento “affettivo” della propria persona. La qualità della vita per oltre il 65% degli intervistati è giudicata positiva, mentre sulle priorità di intervento vengono indicate: la qualità delle strade, soluzioni a favore del superamento dell’inquinamento atmosferico e l’ammodernamento delle piste ciclabili. In questo l’operato della giunta del sindaco Giorgio Pighi è reputato negativo.

I giovani coinvolti nella ricerca (nel 64% dei casi) si sentono legati a Modena anche per i prossimi anni; dichiarano di essere disposti ad impegnarsi direttamente (nel 63,1% dei casi) se il Comune migliorasse, per esempio, la dotazione di verde pubblico nel proprio quartiere; o di implementare l’uso della bicicletta se la rete di piste dedicate fosse qualificata, e quello dei mezzi pubblici pubblici se il servizio fosse implementato.
Sui temi “caldi” inseriti anche nel documento di programmazione in vista della definizione del PSC, i giovani sono tutt’altro che disinteressati: per il 63,5% è necessaria una semplificazione delle procedure di rigenerazione; quattro su cinque sono disposti a sperimentare nuove modalità di acquisto di biglietti per incrementare l’utilizzo di mezzi pubblici; il 63,8% degli intervistati non trova né giusto né prudente che il Comune autorizzi la costruzione di edifici sulle falde acquifere della città, nelle cosiddette “zone F”; sonora bocciatura (il 76,1%) per la creazione del Novi Park e la cessione di suolo pubblico per l’ampliamento dell’area di parcheggio a pagamento intorno al centro storico.

Una risposta a “Modena, come ti vorrei”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *