Mescolare come in passato

IMG_5610Uno strumento di programmazione come il PSC non può non tenere conto degli scenari di sviluppo economico che si affacciano nella nostra città.
La difficoltà a “trovare un lavoro” già oggi spinge tanti giovani usciti qualificati dalle nostre scuole e università a “inventarsene” uno, ovvero a fare microimprenditoria: con uno studio professionale, con il piccolo artigianato, con le nuove tecnologie, con il commercio elettronico o tradizionale di nicchia. Ma esistono spazi a Modena per accogliere queste realtà se non vecchi negozi sfitti e strutturalmente inadatti?
I capannoni delle Zone Industriali hanno dimensioni (e costi) troppo grandi e spazi inadeguati per accogliere un’imprenditorialità che è ancora nella culla, che mai necessiterà delle centinaia di metri quadrati ma che non impatta in termini di traffico pesante piuttosto che di inquinamento atmosferico. Perché allora non tornare a integrare il “produttivo” con il “residenziale”? Magari sul modello storico di Modena (le botteghe, le officine, i magazzini posti a piano terra dei palazzi del centro), sopravvissuto fino agli anni ’60 (pensiamo al Villaggio Artigiano dove le case popolari avevano questa configurazione e addirittura si integravano le abitazioni nei siti produttivi), ma improvvisamente modificato quando si è iniziato a distinguere in modo netto zone residenziali da zone produttive, le prime vissute solo nel tempo libero dal lavoro, le seconde solo di giorno con speculari problemi di sicurezza e a costruire edifici o esclusivamente residenziali o solo adibiti a commercio/uffici/laboratori.
Avvicinare e anche mescolare locali destinati a piccole attività imprenditoriali con le abitazioni potrebbe avere conseguenze virtuose in termini di una minore mobilità cittadina, faciliterebbe le forme di flessibilità lavorativa che tanto servono alle famiglie con figli o anziani da accudire e che comunque è insita nell’attività imprenditoriale e svilupperebbe abitazioni e quartieri sempre attivi e non popolati a intermittenza.
Perché non ripensarci, a costo di uscire da schemi urbanistici ormai consolidati?

Roberto Melotti

Una risposta a “Mescolare come in passato”

  1. Sarebbe affascinante, ma bisognerebbe individuare zone adeguate per la viabilitá c’è il problema dello stoccaggio merci e uscita prodotti i permessi in centro sono un problema enorme per chi lavora, oltre alla perdita di tempo e di denaro, inoltre chi compra deve recarsi a piedi o altrimenti fare un permesso, che non gli verrà mai attribuito in quanto immotivato, questo per iniziare, secondo luogo avuto il permesso arriva il problema della viabilità, non si riescea scaricare o a caricare sei costantemente lontano dal luogo prefissato devi continuamente fare la posta con una persona ed attendere il momento opportuno per inserire il tuo mezzo e fare il tuo lavoro o compera, questo oggi, pensa se dovessimo far ripartire un artigianato o altro !!non ci sono spazi !! Poi altra risposta alla tua valutazione, piccoli artigiani?? Quali??non esistono più in generale, anzi quelli che c’erano erano già in centro hanno tutti chiuso, quello che faceva le cinture, il liutaio, il calzolaio ecc perchè è di questo che possiamo parlare ma tu lo vedi un edile un elettricista un idraulico avere il suo capannoncino in centro ?? Oppure un’officina di macchine o moto ?? Oppure un rivenditore elettronico o tradizionale tipo ferramenta di un certo livello, sanitaria? è improponibile..impossibile perchè come detto prima è tutto basato sulla viabilitá , prendiamo un’officina come hai menzionato tu, come si fa a portare dentro una macchina in centro anzi due perché uno ti deve venire a prendere?.devi fare due permessi , in piu l’officina deve lavorare solo su appuntamento perche non esistono cortili in centro per uso lavoro, capisci il problema e questo si riversa su qualsiasi attività, se invece volete rivalutare il centro storico, visto che già un certo tipo di popolazione sociale lo sta rivalutando, allora bisognerebbe cercare zone per far rientrare una clientela per uso residenziale, che ne sarebbe entusiasta, questo però comporterebbe anche l’abbattimento di qualche porzione di casa per ricavare spazi verdi per i bambini, la sistemazione di strade e in concomitanza ricercare altre zone con palazzi interi dove fare commercio importante con negozi di un certo livello ovvero fare una specie di outlet, poi sicuramente integrare piccole attività di artigianato, ma tutto questo si basa su un rilancio dell’economia e non nel trovare spazi e romanticismi di una volta, altrimenti ci troviamo tutti in campagna a vangare, un’altra cosa da capire è il fatto di dovere parlare di queste cose con imprenditori importanti e non pensare che la politica possa decidere o dirigere decisioni di questo tipo su valutazioni a tavolino, la società è cambiata non esistono piu gli impreditori spalleggiati dalle banche adesso chi comanda sono quelli che i soldi gli hanno da portafoglio proprio e stanno gia facendo i loro investimenti sia nelle loro aziende che a livello residenziale, ma dopo tutte queste valutazione io sarei molto favorevole a ripristinare il centro storico e un certo modo lo sto gia facendo con vari imprenditori

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