Manterranno i nostri eroi le loro promesse? / 4

Dopo la “salita in campo” di Mario Monti, il PD come si sta preparando alle elezioni politiche e ad un eventuale governo del paese? E’ questa l’ultima riflessione che abbiamo chiesto ai quattro candidati democratici di Modena che hanno partecipato alle primarie dello scorso dicembre. Qui le prime risposte sulla “legge che vorrei” e su quella “che vorrei eliminare”. Qui le idee su come rendere più eque le retribuzioni in Italia.

 

Quali alleanze devono (o possono) essere fatte dal PD, dopo l’entrata in politica del premier “tecnico”? 

Stefano Vaccari

Monti ha svolto il compito per cui è stato chiamato a governare in una situazione di grave crisi del nostro paese. Sicuramente la sua figura ha fatto sì che il nostro Paese ritrovasse la dignità politica che merita in Europa e nel mondo. Dignità e credibilità gravemente compromessa dal Governo Berlusconi. Francamente il suo rigore e profilo professionale avrebbe tratto giovamento solo restando sopra le parti nella competizione elettorale.

Detto questo la posizione del PD è chiara e saldamente ancorata nel centro sinistra, a partire dalla condivisione avuta con SEL e i Socialisti alla vigilia delle Primarie. Diventa molto importante, in questa fase, saper ascoltare il Paese, i cittadini e dare voce al bisogno di discontinuità e di partecipazione. Eventuali nuove alleanze saranno la conseguenza di scelte di programma condivise e di una visione chiara sul futuro del Paese

Matteo Richetti

La “salita in campo” o la discesa a seconda di come uno la vede, restituisce senza dubbio chiarezza rispetto ai blocchi elettorali che si confronteranno alle elezioni. Ma credo che anche se il PD dovesse ottenere con la coalizione con la quale si presenta la vittoria completa sia alla Camera che al Senato, cosa che ovviamente auspico, sarà inevitabile confrontarsi con l’ex-presidente del Consiglio. La messa in sicurezza del Paese e soprattutto il suo rilancio che è il vero tema della prossima legislatura, ha bisogno di un contributo di grande responsabilità e serietà da parte di tutti.

Giuditta Pini

Scegliendo di candidarsi alle elezioni Monti ha perso il ruolo super partes e di terzietà che aveva caratterizzato la sua figura e il suo governo. La posizione del Partito democratico non è cambiata. Ci candidiamo a governare insieme alla coalizione Italia Bene Comune.

Maria Cecilia Guerra

La coalizione che si sta formando attorno a Monti rappresenta l’espressione di un centrodestra molto più responsabile rispetto a quello che conoscevamo, capitanato da Berlusconi e Bossi, e che per un ampio periodo ha incluso Casini e Fini. La divisione nel fronte del centrodestra, fra chi sta con Berlusconi e i più moderati che stanno con Monti, rappresenta indubbiamente un miglioramento del quadro politico del nostro paese. Non credo sia possibile né auspicabile un’alleanza preventiva né con Monti né con altre forze esterne al PD, o meglio alla coalizione di centrosinistra, che punta ovviamente ad avere la maggioranza attorno al proprio progetto politico. Diverso sarà il discorso dopo le elezioni quando, in ragione dei risultati elettorali, saranno anche noti i pesi che le forze politiche potranno esercitare nella contrattazione. Certamente la formazione che fa capo a Monti potrebbe costituire l’interlocutore principale con cui aprire un dialogo, dopo le elezioni, su temi cruciali per il futuro del paese e che per questo possano e debbano, per essere meglio accettati dai cittadini, raccogliere un consenso anche all’esterno della coalizione di centrosinistra.

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