Ma la notte no! Sentinelle di una nuova umanità

Il 29 settembre Modena ospiterà il settimo Meeting missionario regionale. Interverranno Cecilia Camellini, Elena Conforto, Efrem Tresoldi e John Mpaliza.

Ci sono alcune esperienze di vita che divengono testimonianza per gli altri, che, come “sentinelle”, illuminano il cammino e fanno strada. E’ a loro che è dedicato il settimo Meeting Missionario regionale che per la prima volta sarà ospitato da Modena. “Ma la notte no… Sentinelle di una nuova umanità”: questo il titolo dell’appuntamento che si terrà presso la chiesa di Gesù Redentore domenica 29 settembre dalle 9 alle 18. Organizzato dal Coordinamento regionale centri missionari diocesani, il Meeting rappresenta un unicum nel panorama nazionale. A parlarcene è Francesco Panigadi, responsabile del Centro missionario della diocesi di Modena-Nonantola.

Francesco, perchè Modena?
Le diocesi dell’Emilia Romagna si sono alternate nell’organizzazione del Meeting e Modena non l’aveva mai ospitato. Due anni fa abbiamo supportato Bologna nell’organizzazione e quando è stato il momento di raccoglierne il testimone quella di Modena è stata una scelta quasi automatica.


diversi come noiA chi è rivolto? Raccontaci come si svilupperà la giornata.

Il meeting è la festa della missione, la festa di tutti coloro che accettano la sfida del futuro e si rivolge in particolare a giovani e famiglie.
Crediamo possa essere un bel momento di incontro per tutte le realtà ecclesiali e non che si occupano di missione, di sud del mondo e più in generale di tutti “i sud del mondo”.
La mattina del meeting sarà dedicata alla riflessione con la tavola rotonda durante la quale i testimoni racconteranno la loro esperienza.
Il pomeriggio, invece, dopo il pranzo equo e solidale preparato dalla Cooperativa Oltremare, avremo un’ampia scelta di eventi: dalla sfilata di moda con gli abiti usati di Porta Aperta al reading sulle donne d’Africa, dalla presentazione di libri alla musica africana, dai banchetti alle testimonianze, dai video alle mostre fotografiche (qui programma completo).
Al centro c’è la volontà di proclamare la speranza in un momento di crisi globale e complessa (la notte!): crisi economica, sociale, ecologica, etica, ecclesiale… per di più crisi che abbraccia il mondo intero, come le ultime vicende stanno evidenziando, ma che ha il suo epicentro proprio nell’Occidente “cristiano”.
A fronte della crisi e della conseguente caduta di speranza, ci sono le “sentinelle di una nuova umanità”, che ci danno coraggio e ci indicano strade da percorrere insieme.

Chi sono le “sentinelle” che interverranno nel corso del Meeting?
Avevamo individuato alcune categorie di “sentinelle di una nuova umanità”, con i rispettivi “rappresentanti”: i missionari del dialogo temerario e fiducioso (il gesuita padre Paolo Dall’Oglio, da luglio scorso rapito in Siria); i giovani che vivono le difficoltà come opportunità (la campionessa modenese del nuoto paralimpico, Cecilia Camellini); le donne che curano le “ferite del mondo” (Elena Conforto, missionaria saveriana in Brasile); gli immigrati che si fanno portatori di nuove prospettive (John Mpaliza, ingegnere che da anni lotta per denunciare il dramma del suo paese d’origine, il Congo) e i “fautori della riconciliazione nella verità e nella giustizia” (P. Efrem Tresoldi, comboniano e direttore di Nigrizia).
Purtroppo padre Paolo non potrà essere presente però abbiamo deciso di non sostituirlo nel programma, anche per non chiudere la porta al miracolo! Lo ricorderemo all’inizio della giornata e soprattutto nella preghiera del mattino, per porre l’accento sulla sua forte testimonianza di impegno per il dialogo per la pace fra popoli, culture e religioni.

Lo stile di vita missionario ha sempre attirato a sé tanti giovani. E’ ancora così?
In passato era così ora molto meno… Mi capita spesso di andare nelle scuole a parlare di missionarietà e mi rendo sempre più conto di quanto oggi sia una realtà poco conosciuta… molti ragazzi non sanno nemmeno chi è e cosa fa un missionario. I giovani che comunque si avvicinano a questo mondo penso lo facciano perchè riconoscono nei missionari dei testimoni veri, uomini e donne che tentano di vivere in modo pieno il Vangelo, donandosi agli altri anche a costo di lasciare tutto. Per usare le parole di papa Francesco credo che i missionari siano davvero coloro che sono sempre stati lontani dai giochi di potere e dal carrierismo per scegliere le periferie, i più poveri e abbandonati. Una radicalità forse non facile da seguire ma senz’altro molto coerente con il Vangelo e per questo attraente.

Cosa significa per te essere missionari oggi?
Nel titolo del Meeting compare la parola “sentinelle”: sono coloro a cui viene assegnato un territorio da controllare, da osservare, per accorgersi come vanno le cose. I missionari oggi devono essere prima di tutto questo: incarnarsi in un luogo, in un territorio; essere parte delle gioie, delle speranze, delle sofferenze del popolo che li accoglie. La missione oggi è senz’altro “stare con” più che fare. Ricordo le parole di un giovane che abbiamo incontrato pochi mesi fa, missionario in Ciad, un territorio in cui il 95% della popolazione è musulmana: “Il dialogo parte dalla vita, dall’incontro con il vicino di casa, dalla spesa al mercato; io cerco di essere un buon cristiano in mezzo ai musulmani e spero che questo aiuti l
IMG_0761oro ad essere buoni musulmani”.

Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata delle missioni, ha ricordato come la missionarietà non sia solo una questione di territori geografici e come i confini della fede non attraversino solo luoghi e tradizioni umane, ma il cuore di ciascun uomo e di ciascuna donna. Come combinare spirito missionario e quotidianità?
Facendosi testimoni del Vangelo, con cuore aperto e prestando attenzione agli altri, prendendosene cura, nei momenti belli e nella sofferenza. Si può essere missionari ovunque, senza l’apprensione di voler convertire per forza ma semplicemente percorrendo un cammino insieme all’altro, all’ultimo.
A tal proposito, come Centro missionario organizziamo ogni anno “ElMismo” un percorso spirituale sulla missionarietà durante il quale ascoltiamo testimonianze di vita con gli ultimi, nel nostro territorio come dal sud del mondo. Il primo appuntamento è in programma l’ultimo weekend di ottobre, 26 e 27 ottobre.

Quanti sono i missionari modenesi nel mondo? Quali iniziative avete in programma per il prossimo ottobre missionario?
Sono circa 50 i missionari modenesi ancora operativi lontano da casa. Per quanto riguarda l’ottobre missionario organizzeremo vari incontri in diverse parrocchie con i cinquanta giovani della diocesi che quest’estate hanno fatto esperienze missionarie in Etiopia, Madagascar, Paraguay, Albania, Kenya, Tanzania, Colombia ed Ecuador.

 

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