L’odore delle pecore

Gentile direttore,

Particolare dell'Ultima cena - Pontile Duomo di Modena
Particolare dell’Ultima cena – Pontile Duomo di Modena

scrivo dopo aver partecipato alla Santa Messa Crismale in duomo a Modena, giustamente ricordata da mons. Lanfranchi come speciale momento di incontro e di comunione del vescovo con il presbiterio diocesano, riunito in preghiera insieme al popolo di Dio.
Da laico ormai attempato mi chiedo come sia stato possibile che al momento della distribuzione eucaristica un giovane parroco sceso dai monti si sia rifiutato di distribuire la particola nelle mani dei fedeli.
Non è successo solo nei miei confronti, ma di tanti presenti, suscitando mormorii di disappunto e disapprovazione tra quanti erano raccolti nella navata destra, nella quale mi trovavo. Con la conseguenza di distrarre i tanti presenti, trovatisi spaesati, dalla intimità del momento e dal raccoglimento che la situazione richiedeva, ma anche disattendendo anche la delibera 56-1989 della Conferenza Episcopale Italiana che richiama proprio tale opportunità.
Capisco che ciascun parroco nella propria parrocchia possa agire secondo coscienza, anche facendo obiezione di coscienza rispetto alle normative canoniche, ma che questo avvenga nella cattedrale cittadina e proprio nella S. Messa tra le più importanti e significative dell’intero anno liturgico mi sembra francamente eccessivo.
Tutto questo proprio mentre lo stesso pontefice Francesco abolisce onori e fasti in nome di una chiesa sobria e autenticamente centrata sull’annuncio del Vangelo ed adotta uno stile nuovo che dimostra l’animo del pastore che sente il desiderio di rivolgersi alle persone con un linguaggio vicino e comprensibile, in grado di attrarre e non a dividere se non, peggio, a scandalizzare i piccoli – di tutte le età – che credono in Gesù .
Grazie per l’attenzione.

Lettera firmata
Modena 28 marzo 2013

 

Sul punto di pubblicare la lettera, è stato reso noto dalla sala stampa Vaticana il testo del messaggio che papa Bergoglio ha rivolto ai sacerdoti del mondo intero durante la messa del Crisma. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

«Il sacerdote che esce poco da sé, che unge poco (…) si perde il meglio del nostro popolo, quello che è capace di attivare la parte più profonda del suo cuore presbiterale. Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore “hanno già la loro paga” e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore. Da qui deriva precisamente l’insoddisfazione di alcuni, che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con “l’odore delle pecore” – questo io vi chiedo: siate pastori con l'”odore delle pecore”, che si senta quello -; invece di essere pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini».

La redazione

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