L’energia che innamora… e vince la crisi

«L’economia riparte dalla filosofia» dice Massimo Gramellini che ha partecipato al Festival della Filosofia di Modena. Quindi tutti gli uomini, tutti i cittadini, si devono comportare come degli «equilibristi, sempre minacciati dai venti».

«Per far funzionare le cose in una coppia bisogna togliere il volume e giudicare la persona che amiamo solo dai gesti. Quello che conta è il sesto senso: l’intuizione. Noi più che dell’aspetto, ci innamoriamo dell’energia che emana dall’altra persona e che intuiamo da lontano». Massimo Gramellini con la lezione magistrale “La biblioteca di Eros” tenuta al Festival Filosofia ha invitato il pubblico a sedersi a tavola con i personaggi del Simposio di Platone, testo bimillenario di sconcertante modernità.
«L’innamorato è come un equilibrista che cammina sul filo, continuamente minacciato dai venti della vita e spinto dal desiderio di pienezza che lo fa andare avanti – ha esordito Gramellini –. Per Aristofane l’amore è il IMG_1685desiderio struggente di ritrovare la propria completezza smarrita e la favola da lui narrata mette sullo stesso piano gay, lesbiche, etero perché tutti, in egual modo, possono partecipare all’energia unificante dell’amore».

Ogni generazione è sempre stata convinta di vivere nel peggiore dei mondi possibili ma «il futuro – dice Gramellini – è il territorio della nostra sfida, perché il passato non tornerà più e in questo momento storico di rassegnazione, dobbiamo capire che l’economia riparte dalla filosofia, dalla psicologia e che la vita è un presente che si rinnova continuamente».
E in questo presente, l’impresa più eroica che possiamo compiere è quella di riuscire a esplorare il nostro cuore. “Chi è eros?” si domanda Socrate. Eros è un demone, non un dio, un’entità intermedia che tiene insieme l’universo, entità invisibile, non raggiungibile dai sensi ma che attraverso di essi ci mette in sintonia con l’universo sensibile che ci circonda.

«Eros non è l’amato ma l’amante, colui che ama, e ne consegue che una persona è felice quando ama, non quando è amata» ha spiegato Gramellini. «E quando smettiamo di amare crolliamo, perché ci rendiamo conto di essere caduti sotto a un certo livello di vibrazione».
L’amore è molto di più del trasporto fisico e sentimentale verso l’altro: amore, rivela Socrate, è il desiderio di generare qualcosa che ci sopravviva e tale desiderio si può appagare in due modi: mettendo al mondo figli fisici o spirituali.

«Non esiste solo la fecondità del corpo: anche l’anima può essere ingravidata. L’amore – prosegue lo scrittore – è un’energia che si impossessa dell’amante e sfocia in tensione creativa. L’anima, al pari del corpo, si eccita e genera i suoi figli: le opere. E chi ama col cuore, oltre che con il corpo e con l’anima, genererà i figli del proprio talento, perché ogni essere umano viene al mondo per creare qualcosa di unico».
E allora occorre svegliarsi, sciacquarsi un po’ il viso come fa Socrate per affacciarsi al nuovo giorno al termine del Simposio, e andare verso le luci dell’alba alla ricerca continua del proprio talento.

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