La violenza sulle donne? Una crisi globale

In un mondo ancora rigorosamente dominato da una cultura pervicacemente maschilista, ogni tanto arriva qualche bella notizia che fa sperare in un cambiamento vero. Come quella rimbalzata da Parigi qualche giorno fa. Molto probabilmente, per la prima volta nella sua storia, a dirigere un tempio della stampa mondiale come il quotidiano francese Le Monde, sarà una donna: Natalie Nougayrède. Se sarà confermata dal voto della redazione a marzo, la Nougayrède andrà a far compagnia a Jill Abramson, nominata un anno e mezzo fa circa, direttrice del New York Times. Naturalmente anche lei prima donna nei 160 anni di storia di quello che viene considerato il più famoso quotidiano del pianeta.

Segnali importantissimi, ma piccoli. In fondo si tratta solo di due persone, per quanto impegnate in ruoli chiave, su quasi tre miliardi e mezzo di donne che compongono la popolazione mondiale. Circa un terzo delle quali, nel mondo ma anche in Italia secondo l’Istat, è stata vittima di qualche forma di violenza, abusi di vario genere e stupri. Per questo giovedì scorso 14 febbraio, in milioni si sono trovate nelle piazze di 205 Paesi, secondo gli organizzatori, per un flash mob di protesta denominato “One Billion Rising”.

Il video che proponiamo questa domenica, è quello ufficiale di lancio dell’iniziativa che, a quanto riportato, ha avuto grande successo. Solo che c’è sempre un giorno dopo. E ogni giorno è quello buono, per ogni donna (e ogni uomo) per “combattere, danzare, alzarsi“. Perché, come ha detto l’attore Robert Redford aderendo alla giornata di sensibilizzazione e protesta, “questa non è una questione che riguardi solo le donne, ma un crisi globale“.

 

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