La rivoluzione del volontariato

Tutte le crisi devono insegnare qualcosa. La crisi economica che è scoppiata nel 2009 ci fa capire che se un paese pensa a crescere e a produrre, ma si dimentica dei poveri, non investe in cultura e mette i lavoratori e le famiglie in secondo piano, è destinata a crollare. Per questo, al di là delle politiche e dei governi che si alternano di anno in anno, è necessaria una rivoluzione culturale, che coinvolta tutti quanti e non trascuri nessuna “categoria”. Il volontariato sicuramente dimostra di accettare questa sfida, come confermano le 240 associazioni e i 3.703 volontari che in Emilia-Romagna ogni giorno si spendono a favore degli altri e dei più bisognosi senza chiedere nulla in cambio. Non si tratta soltanto di solidarietà, ma di fiducia nel futuro.

In questo video, vengono ripercorsi i tratti principali del “Progetto regionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale“.
Dalla colletta alimentare ai corsi di orientamento e accompagnamento al lavoro, dall’emporio solidale allo sviluppo di una rete di economia solidale…
I progetti messi raccolti nel volume “Le buone prassi” dal Co.Ge Emilia Romagna rispondono a cinque parole chiave: innovazione (interventi innovativi per la modalità di lavoro), replicabilità (interventi che possono essere facilmente replicati in altri territori), continuità (in molti casi le azioni sono ancora in corso), attualità (il tema “povertà”, per esempio, è tutt’ora all’ordine del giorno) e “azioni in rete” (interventi frutto di un’azione comune tra più associazioni).

 

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