La piaga del gioco d’azzardo

La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico (Gap) è una patologia che, stando ai dati forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), coinvolge almeno un milione e mezzo di italiani.

Dal canto suo, riporta Internazionale, il governo italiano ha concesso l’apertura di nuove mille sale da gioco d’azzardo nel 2013, sperando di aumentare un volume d’affari che nel 2012 ha raggiunto i 24 miliardi di dollari. Gli italiani sono l’1 per cento della popolazione mondiale, ma rappresentano un quarto del mercato globale del gioco d’azzardo. Secondo gli studi, i giocatori italiani attivi sono diciassette milioni, circa il 28 per cento della popolazione, ma con l’apertura di nuove sale di videopoker, il numero potrebbe essere destinato ad aumentare.

Parlando dell’Emilia-Romagna, sono 640 le persone nel 2011 si sono rivolte ai Sert per dipendenza da gioco. Sono state 512 nel 2010, ma si stima che siano almeno diecimila quelle esposte a un rischio alto per questa patologia. 

Gli utenti che arrivano ai servizi sono in prevalenza uomini (79,5%) e abbastanza giovani, anche se il picco del problema si verifica intorno ai 40 anni. In almeno un quarto dei casi questi soggetti hanno altre patologie associate, come dipendenza da sostanze o patologie psichiatriche. 

Questi i dati diffusi nel corso del convegno “Gioco d’azzardo, dalle illusioni alla realtà” promosso dalla Regione che si è tenuto a Bologna nell’ottobre scorso.

Si gioca soprattutto al bar (86% delle donne che hanno giocato nell’ultimo anno, 77% gli uomini), a casa propria o di amici (18% uomini, 14% donne), nelle sale scommesse (11% uomini, 1% donne) o su internet (13% uomini, 2% donne). 

Tra i giochi preferiti il lotto e il superenalotto (67% delle donne che hanno giocato nell’ultimo anno, 64% gli uomini), seguono gratta e vinci, lotto istantaneo (58% donne e 55% uomini) e le scommesse sportive (19% uomini e 6% donne). Al Sert ci si arriva in massima parte in modo autonomo (51,41%), oppure su indicazione dei familiari (12,34%), dei servizi sociali (8,59%), dei medici di base (7,03%) o di altri servizi Ausl (5,16%).

Nel video che segue, la testimonianza di un ex giocatore d’azzardo oggi in cura.

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