La fatica val più dell’opera agli occhi di Dio

«Quando hai eretto pietra su pietra, con sacrificio e rinunce, la costruzione che pur deve servire a Dio, una raffica spezza ogni cosa. Ma bisogna non disperare ancora. Bisogna porsi pazientemente all’opera di ricostruzione. Dio vuol dimostrarci così quanto siano labili le nostre povere opere. Può apparire questa una delle contraddizioni del Cristianesimo. E racchiude invece una grande verità. La fatica val più dell’opera agli occhi di Dio. L’opera può farci inorgoglire; la fatica rimane il solo titolo di merito davanti al Signore».

Sono le parole che Odoardo Focherini (1907-1944) ha detto all’amico Giacomo Lampronti dopo il bombardamento su Bologna il 29 gennaio 1944 che ha distrutto la sede del quotidiano “L’Avvenire d’Italia” dove lui lavorava. Focherini fu imprigionato dai nazisti, perseguitato e portato nei campi di concentramento colpevole di aver messo in salvo oltre cento ebrei grazie a un’organizzazione da lui ideata per falsificare documenti. E’ il primo giornalista, laico, che la Chiesa ha beatificato. Nel video alcuni attimi della cerimonia a Carpi.

Un laico, un uomo comune, marito di Maria e padre di sette figli. Beato per la sua fede e il martirio subito. Così lo ha ricordato uno dei suoi figli, Rodolfo.
«Odoardo è il babbo che per tanti anni ho atteso ritornasse a casa. Era un marito molto affettuoso e un padre moderno, che amava molto giocare coi figli al termine della giornata di lavoro. L’attenzione per noi risulta evidente nella lettera scritta dal campo di concentramento di Bolzano per i suoi bambini in cui, proponendoci un indovinello per scoprire il luogo in cui lui si trovava, nonostante l’angoscia per la sua situazione, riesce ancora una volta a giocare con noi».

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