La disumanità si vede dall’uovo

Vivere in campagna per un periodo della propria vita a mio parere dovrebbe essere obbligatorio per tutti. Si imparano tantissime cose che dovrebbero essere ovvie per noi come lo erano per i nostri genitori e nonni.

Per esprimere meglio questo concetto e non fare la figura della no-global/estremista/mi-curo-solo-con-le-erbe/non-mangio-animali-morti… racconterò una conversazione avuta con una carissima amica biologa a proposito del ciclo di riproduzione delle galline.

Amica: Quindi sei andata a vivere in campagna? Bella scelta! Hai anche gli animali?

coppiaspecchioIo: Sì certo, ho le galline, le oche….

A: Ma le galline fanno le uova?

Io: Sì, e anche le oche fanno le uova!

A: Bellissimo! Ma quante al giorno?

Io: Beh, al massimo ne fanno uno al giorno! Pensa che nella pancia della gallina deve formarsi un uovo così bello e perfetto col guscio e tutto… quanti vuoi che se ne formino in 24 ore? Le oche invece depongono ogni due giorni. E comunque non tutto l’anno!

A: Ah! Però non sono fecondate, vero?

Io: Sì lo sono, perché ho sia la gallina che il gallo.

A: No no Linda, le uova di gallina che si mangiano non sono fecondate, te lo posso assicurare. Non si possono mangiare! Infatti quelle che compri al supermercato non sono fecondate. Altrimenti mangeresti il pulcino.

Credo di potermi fermare qui. Nella realtà la conversazione è andata avanti perché riscontravo molte difficoltà a spiegare come funziona il ciclo riproduttivo della gallina, a cominciare dal fatto che, solitamente in primavera, essa ricomincia a fare le uova dopo la lunga pausa invernale. Poi le viene “la febbre” e si mette a covare. Il calore innescherà un processo che porterà alla formazione e sviluppo del feto. Nasceranno i pulcini e lei non deporrà finché non saranno cresciuti. E comunque se hai UN gallo e UNA gallina in salute, puoi stare certo che le uova saranno feconde!
Davanti all’ingenuo e sincero stupore della mia amica ho dovuto spiegare, non senza difficoltà, che le uova che mangiamo e quelle da cui nascono i pulcini… sono le stesse! E che le galline “in batteria” chiaramente non hanno mai visto un galletto nella loro vita quindi sì… depongono uova non feconde, quelle che poi compriamo al supermercato!

Ecco, quello che mi spaventa di questa storia, è il distacco sempre maggiore da aspetti della natura che sono fondamentali per la nostra sopravvivenza. Compriamo prodotti al supermercato come se nascessero lì e non fossero frutti di una macchina elaboratissima e a disposizione di tutti che si chiama natura.

Il distacco dalla natura è il distacco da noi stessi, cioè dall’umanità. Se continueremo ad allontanarci così velocemente dall’umanità…. meriteremo di estinguerci perché finiremo per essere, nei confronti della natura, soltanto un agente esterno e inquinante.

5 risposte a “La disumanità si vede dall’uovo”

  1. e ti dirò di più: erano anni che non mangiavo più le uova “del contadino” .Questa settimana mi hanno regalato delle uova e mi sono resa conto di quanto diverse siano per gusto e per consistenza e aspetto del tuorlo. Con quel fastidioso “coso ” bianco all’interno 🙂

  2. a completamento del mio commento precedente. Siamo talmente abituati ad utilizzare cibi e prodotti manipolati che ci stupiamo, quando non arriviamo a “schifarci” della materia prima naturale e al pensiero della sua origine. Un po’ come i bambini che si stupiscono che il buon latte provenga da una mucca (più o meno puzzolente) e che il buon prosciutto abbia zampettato allegramente nel fango nella sua vita precedente. Allargando il discorso ai massimi sistemi 🙂 non sappiamo più creare e\o ottenere le cose che ci servono per il nostro sostentamento e abbiamo perso il contatto con la Madre Terra per cui non ragioniamo più sull’impatto che hanno le nostre azioni sulla sopravvivenza di essa, a partire dal nostro piccolo.

  3. e quindi , a questo punto , se nasce l’orto di comunità a itapirapuà , stato del Goiàs , BR… dovrai essere la caposquadra … non si scappa , beijos Paolo

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