La carica dei 450 nei territori colpiti dal sisma

Immaturi, fragili, bamboccioni. Tanti i luoghi comuni riferiti ai giovani che spesso vengono smentiti dai fatti. Migliaia infatti sono i giovani che ogni anno scelgono il volontariato e il servizio civile. per aiutare il prossimo e mettersi al servizio della collettività.

Mettersi in gioco, partecipazione, sfida e voglia di fare: queste sono le loro parole d’ordine che mettono in campo nel loro servizio quotidiano per la tutela dei più deboli. Daniele Ghillani, era uno di loro ed aveva scelto il servizio civile volontario all’estero in Brasile con la Caritas per aiutare i bambini e i ragazzi della parrocchia di Nossa Senhora Esparecida, missione della diocesi di Parma nella città di Goiania, nel centro del Brasile. Ma il 16 ottobre sorso, a soli 22 anni, ha perso la vita proprio mentre svolgeva attività in parrocchia.

Cresciuto in una famiglia di Parma profondamente credente e impegnata nel sociale (il papà Federico è stato presidente diocesano dell’Azione Cattolica ed è il segretario generale della Cisl) viene ora ricordato nel bando “Per Daniele: Straordinario Come Voi“, che consente a 450 giovani di dedicare un anno della loro vita al servizio del prossimo. Non così lontano come aveva fatto lui, ma nelle zone colpite dal terremoto delle province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia.

I giovani saranno impegnati nei settori dell’educazione e dell’assistenza, a favore della popolazione colpita dal sisma, nella fase di ripresa della vita sociale, di ricostruzione e di ritorno alla normalità.

E la solidarietà tinge di tanti colori, in quanto ai 350 giovani italiani se ne affiancheranno altri 100 stranieri, d’età compresa tra i 18 e i 28 anni. Complessivamente saranno 212 i giovani impegnati in provincia di Modena, 51 in provincia di Reggio Emilia, 69 nel bolognese e 118 nel ferrarese.

Le domande di partecipazione per accedere al bando in ricordo di Daniele possono essere presentate fino a mercoledì 30 gennaio 2013.

«É un’esperienza straordinaria – ha affermato l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi – perché consente di valorizzare impegno e la disponibilità di tanti giovani anche stranieri o che sono qui per studiare».

Dello stesso parere anche Fabio Cavicchi del COPRESC: «É una grande occasione per i giovani del nostro territorio, ed in particolare per quelli delle zone colpite dal sisma, e la testimonianza di come il Servizio Civile ha un vero e proprio valore per la nostra collettività. Non si limita ad essere un’esperienza positiva per i giovani, ma diventa una ricchezza per la comunità in termini di condivisione sociale, oltre che collaborare a creare una partecipazione attiva nei giovani. Una comunità che riceve queste attenzioni in una situazione di difficoltà come quella post sisma, credo che sia veramente un bel segnale».

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