Keep calm and vote the Kanzlerin

cduNessuna sorpresa, il capo resta Lei. Oggi 62 milioni di cittadini tedeschi sono stati chiamati al voto e, per la terza volta consecutiva, hanno affidato il mandato di Kanzlerin della Repubblica Federale Tedesca ad Angela Merkel.
Problemi e scandali degli ultimi otto anni di governo, avvenuti dentro e fuori i confini nazionali, non sono riusciti a intaccare la reputazione del Premier uscente agli occhi del suo elettorato. Motivo di tale successo, oltre che nelle doti personali della “Cancelliera”, risiede nella comunicazione, da molti considerata demagogica, che il CDU ha tessuto con pazienza e perseveranza intorno alla figura fisica e mediatica della Merkel.
Negli ultimi vent’anni infatti Angela è passata dall’essere “la ragazza” (die Mädchen) designata da Kohln come sua legittima erede nel Partito, ad essere “la madre” (die Mutti) del popolo tedesco che in seno a lei ritrova sicurezza orgoglio prima sconosciuti.


cdu2The show must go on
. L’espressione “ci pensa Angie” è ormai entrata a far parte del linguaggio corrente. I suoi completi colorati ma austeri, il taglio di capelli unisex e la sua gestualità, a lungo considerati non sufficientemente appealing, si sono affermati oggi come un vero e proprio Brand. Prova ne è stato l’evento di chiusura della campagna del CDU tenutosi alla vigilia delle elezioni presso il Tempodrom di Berlino. Qui Angie ha parlato davanti a quasi 4.000 tifosi, i quali, rispettando le pause dell’oratoria Merkeliana, hanno contribuito a coreografare lo spettacolo con cartelli preparati ad hoc.

Nonostante tutto la Merkel piace. In molti si chiedono come questo sia possibile in un Paese dove, il salario minimo non è previsto, i contratti atipici aumentano e i contributi previdenziali diminuiscono. Gli effetti collaterali del così detto Sistema tedesco non sono un segreto per nessuno, ma neanche questo ostacola la campagna di Angie che, forte di slogan universali quali “Un’economia Forte”, “Un lavoro sicuro” e “Finanze solide”, “Di più per le famiglie”, riesce a posizionarsi con successo rispetto alla concorrenza e a guadagnarsi così la fedeltà degli elettori.

Europa über alles. La crisi europea è stata il centro della politica estera di Angela Merkel durante lo scorso mandato e Madame Non ci tiene a ricordarlo a chiunque sia all’ascolto. «Non può esistere una Germania forte se l’Europa non ritrova la perduta stabilità economica» e anche qui la retorica elettorale si fa sentire. «Quando in Grecia dimostrano contro l’Austerity, non mi dispiaccio – dice –. Io che ho vissuto la DDR in prima persona do grande importanza alla libertà di espressione, religione e movimento che l’Europa di oggi consente a tutti noi». E gli applausi non si fanno aspettare interrotti solo dalle note patriottiche dell’inno nazionale tedesco.

cdu3
“No candidates were disqualified or imprisoned on pretexts. No one will be exiled or shot. All parties accept the process and the verdict. That we take all this for granted is, in itself, extraordinarily heartening. Glückwunsch, Deutschland”

Non tutto era stato previsto. A superare la soglia di sbarramento del 5% necessaria per entrare nel Bundestag sono il CDU/CSU con il 41,5%, l’SPD con il 25,7%, Linke con l’8,6% e i Grüne con 8,4% dei voti. Grandi esclusi i Liberali dell’FPD con solo il 4,8% delle preferenze e i Pirati con il 2,2%. Durante gli scrutini non pochi hanno tirato un sospiro di sollievo quando la corsa del AFD, il partito antieuropeista, si è fermata a quota 4,7%.
Numeri alla mano è già tempo di strategie e congetture: con chi governerà Angie?
Le ipotesi che prevedono l’avvento di una Grande Coalizione con l’SPD non sono poche ma anche i verdi potrebbero rivelarsi un possibile alleato per l’Unione. In meno invece avanzano l’ipotesi di una coalizione Rosso-Rosso-Verde orientata a sinistra.
Quel che è certo e che domani gli slogan della campagna lasceranno spazio ad azioni concrete per dare al Paese un nuovo governo. Intanto, come scrive Daniel Hannan sulle pagine del Telegraph: «Nessuno dei candidati è stato squalificato o incarcerato con pretesti. Nessuno verrà esiliato o fucilato. Tutti I partiti accettano il processo come il verdetto. Il fatto che si dia tutto questo per scontato è, di per sé, straordinariamente confortante. Congratulazioni Germania».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *