Italia2013. Le elezioni raccontate come non avete visto mai

Elezioni 2013. C’è chi proverà a raccontarle in maniera diversa. Cercando di sistematizzare l’enorme flusso di opinioni e informazioni che ogni giorno transitano in rete. Ma soprattutto, saltando a piè pari le fonti storiche e perciò automaticamente considerate attendibili, televisioni e giornali, per pescare esclusivamente dalla web-wave, l’onda web, lo tsunami di parole, immagini, video prodotti ogni giorno da social network e blog. Si chiama Italia2013, l’esperimento italiano di content curation – espressione che definisce l’aggregazione, organizzazione e condivisione dei contenuti online considerati più rilevanti su uno specifico tema – che si pone l’obiettivo di raccontare le prossime elezioni solo in Internet e da Internet.

Le nostre fonti siete voi – spiega nella presentazione del sito Marco Pratellesi, coordinatore editoriale del progetto insieme a Riccardo Luna –  le “conversazioni” dei cittadini, ma anche quelle dei candidati che per la prima volta sembrano aver capito l’importanza di essere presenti sui social media (anche se, nel loro caso, non proprio per conversare e confrontarsi con gli elettori). Il nostro compito sarà cercare di bilanciare quantità e qualità, analizzando la conversazione intorno ai candidati, alle proposte politiche, ai programmi e alle scelte di campo”.

L’ambizione dunque è di fare di Italia2013 il racconto collettivo della prima campagna elettorale veramente social. Un’impresa non facile. Non solo perché è tutta da verificare, al di là dell’apparenza e dello sgangherato entusiasmo collettivo, la reale attitudine social della politica nostrana, ma anche perché una simile operazione si proietta direttamente in un giornalismo di frontiera, non proprio il selvaggio west, ma certo un terreno ancora tutto da esplorare. Ne è perfettamente consapevole Pratellesi: “La politica è vecchia, non si è rinnovata né nelle persone né nel modo di presentarsi attraverso i media. Italia2013 è il tentativo di seguire le elezioni in un modo nuovo. Una frontiera avanzata del giornalismo. Un esperimento scientifico. E’ più semplice scrivere un articolo  che ricostruire storie a partire da tante fonti non collegate tra loro. Ma è il lavoro che vogliamo fare – aggregando, filtrando e contestualizzando – perché offre al lettore un duplice valore: la possibilità di capire cosa è rilevante, risparmiando il proprio tempo prezioso“.

Il modello di riferimento del progetto, sostenuto anche dalla Scuola di giornalismo Walter Tobagi, dalla Statale di Milano, da IULM e Università di Siena, è certamente Storify, forse l’esempio oggi più interessante presente in rete di aggregatore/creatore di informazioni (tanto che Guardian e Washington Post, tanto per citarne due, ci si sono già infilati dentro) ma con un modello partecipativo differente. Su Storify chiunque può crearsi la propria storia da gestire direttamente, come un qualsiasi account di social network, mentre invece su Italia2013 i contenuti sono da inviare alla redazione che dunque opererà da filtro.

Un esperimento di grandissimo interesse, dunque. Che però rivela subito (e ci mancherebbe) qualche ingenuità propria della scelta only-all-web. Definire quella di Mario Monti la campagna più social di tutte, solo per la quantità di mezzi messi in campo dall’attuale premier (da due giorni c’è pure il blog) e perché è il primo al mondo a usare Vine, la nuova applicazione video di Twitter per postare video da sei secondi massimo, a me personalmente fa un po’ sorridere (del tema SocialMonti ho scritto qualche giorno fa su questo stesso blog). Detto questo, mille complimenti a Luna e Pratellesi per questo tentativo la cui evoluzione non mancherò di seguire con tutta l’attenzione che merita. Per citare ancora Pratellesi: “il giornalismo è in crisi, ma non abbiamo mai avuto tante informazioni come adesso“. Ben venga dunque chi cerca, e magari anche trova, nuovi modi per raccontarle.

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